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Sicuri di voler mettere a rischio la vita di tanti figli?

Questa è la domanda che vorrei fare a coloro che in Senato stanno prendendo in esame il ddl 957.

Non importa come si chiami, non importa a chi si attribuisce il suo studio,  ma il problema ESISTE.

Non vi piace il nome P.A.S.? E chi se ne importa di che nome gli si dà, sta di fatto che i bambini continuano a SUBIRE.

Sono stata spettatrice di alcuni casi di questo disturbo. Devo dire che solo l’assoluta perseveranza dei padri alienati in questione e l’amore incondizionato verso i loro figli sono stati fautori della risoluzione di questi casi

La diagnosi di questo disturbo affettivo – comportamentale  si basa sulla osservazione di otto sintomi primari nel bambino:

1 ) Campagna di denigrazione, nella quale il bambino mima e scimmiotta i messaggi di disprezzo del genitore alienante verso l’altro genitore. In questo disturbo il genitore programmante non solo non mette in discussione questa mancanza di rispetto, ma può arrivare a favorirla.

2 ) Razionalizzazione debole dell’astio, per cui il bambino spiega le ragioni del suo disagio nel rapporto con il genitore alienato con motivazioni illogiche, insensate o anche solo superficiali.

3 ) Mancanza di ambivalenza, ulteriore elemento sintomatico, per il quale il genitore rifiutato è descritto dal bambino come “tutto negativo “, mentre l’altro viene visto come “tutto positivo”.

4 ) Il fenomeno del pensatore indipendente indica la determinazione del bambino ad affermare di essere una persona che sa pensare in modo indipendente, con la propria testa, e di aver elaborato da solo i termini della campagna di denigrazione senza influenza del genitore programmante.

5 ) L’appoggio automatico al genitore alienante è una presa di posizione del bambino sempre e solo a favore del genitore alienante, in qualunque genere di conflitto si venga a creare.

6 ) L’assenza di senso di colpa, da parte del bambino;

7 ) Gli scenari presi a prestito sono affermazioni del bambino che non possono ragionevolmente venire da lui direttamente, come l’uso di parole o situazioni normalmente non conosciute da un bambino di quell’età per descrivere le colpe del genitore escluso.

8 ) L’estensione delle ostilità alla famiglia allargata del genitore rifiutato.

Un caso a me molto vicino presentava i sintomi 1 – 2 – 3 – 4 – 5 – 7.  Il sintomo 6 si presentava in modo discontinuo e il sintomo 8 si presentava a fasi alterne tra il rifiuto e la ricerca per ottenere conforto.

La situazione è rientrata, fortunatamente grazie al temperamento del bambino,  alla disponibilità all’ascolto delle problematiche del bambino da parte del padre e dalla capacità da parte della sua compagna di comprendere e cogliere quei segnali positivi che il bambino mandava restituendoglieli a specchio.

Sono occorsi 5 anni, lunghissimi se si pensa al carico emotivo che una situazione simile comporta, anni difficili dove per ogni passo in avanti ne venivano fatti due indietro.

Oggi a distanza di tanto tempo osservando il legame tra il padre e il figlio quel tempo sembra davvero lontano e fortunatamente gli anni successivi sono pieni di episodi ricchi di amore comprensione tali da compensare il passato.

Associazione

DonneContro – Movimento Femminile per la Parità Genitoriale

Sito: http://www.donnecontro.info

Blog: https://bigenitorialitaedintorni.wordpress.com

Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/donnecontro

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