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Il lupo e lo sciacallo

dal blog di Valentina Peloso Alice nel Paese del Genoma

Mi è stato chiesto in rete la pubblicazione del mio intervento al convegno di Firenze del 17 febbraio scorso. Di seguito la traccia e appena possibile il video.

Il progetto sull’affidamento condiviso introduce un pensiero nuovo nella nostra cultura, ed è quello che madre e padre sono egualmente importanti per i figli. Questo per i figli è rassicurante e li aiuta ad affrontare meglio la separazione familiare che loro possono solo subire.

Quando venti anni fa il prof. Marino Maglietta preparava le basi per arrivare alla legge 54/06 che esaltava i pari doveri dei genitori e dunque la parità di diritti in assoluto, in contemporanea tre scalzacani si radunavano in uno scantinato del Nord a creare le basi di quella che oggi chiamo  “La lobby dello sciacallo”. Loro obiettivo: iniettare il virus delle famiglie cosiddette a rischio e cominciare a parlare di maltrattamento e abuso sessuale familiare. Due pensieri opposti: da una parte Marino Maglietta proponeva una condivisione pur nella separazione coniugale e dunque un’idea di famiglia nel rispetto di tutti e di tutti i ruoli; dall’altra tre scalzacani che poi sono diventati molti di più, a iniettare un’idea di famiglia maltrattante che prevedeva l’allontanamento del padre dal nucleo familiare in primissima istanza, e poi l’intervento di servizi specialistici per l’abuso ai bambini e ragazzi e alle donne naturalmente. In qualche anno si sono ramificati in buona parte di Italia con i loro pseudo convegni, pseudo tecnici, pseudo formazioni a molte istituzioni private e pubbliche italiane. E ovviamente hanno tessuto rapporti stretti con la politica a partire dai partiti di sinistra, si fa per dire, per arrivare a tutti gli altri. E per non farsi mancare niente sono stati i promotori, insieme a quelli che nel frattempo si sono accompagnati all’allegra brigata, delle forme a pagamento di affido e delle case famiglia etc. con tanto di legge. E’ chiaro che tutto questo con il progetto di affidamento condiviso non c’entra niente, anzi.

Questa legge è stata ostacolata dall’inizio perché abbatte i costi delle separazioni. Per gli altri questa legge è un problema economico. Dei bambini e ragazzi, e delle loro famiglie, a molti che decidono, non importa niente. E questo è stato il primo ostacolo evidente che abbiamo incontrato, noi che lottiamo per il condiviso. Con la politica a difendere gli interessi delle caste e non delle famiglie. A questo si è sommato l’alito insopportabile della lobby dello sciacallo che doveva difendere i propri di interessi economici e di potere, e molto faceva dentro il Palazzo.

Mettendo le due cose insieme si capiscono molte cose. E i tipi di alleanze ti dicono di che persone stiamo parlando.

Il condiviso oltre a essere un progetto che mette al centro il bambino, è anche uno degli scudi contro la pedofilia. L’altro scudo è la Polizia Postale che ha dovuto recentemente lottare molto per non vedere abbattute molte delle sue sedi importantissime. I pedofili sono ovunque e soprattutto sono nei luoghi frequentati dai bambini, o come persone che lavorano o come volontari. Maschi e femmine. Poi ci sono i pedofili di potere che arrivano ovunque, protetti da organizzazioni criminali. Questa in estrema sintesi. Si introducono soprattutto in nuclei familiari dove il padre è assente. Perché sono vigliacchi, tutti, e hanno paura di un padre inferocito. Lo abbiamo dimostrato con la prova in rete del vademecum del prete, sequestrato dagli inquirenti, che ha scritto chiaramente che le prede migliori erano quelle senza padre. Lo dice lui: “Preferibilmente un bambino senza padre, solo con la madre o con una sorella”. E ancora: “ Bisognoso di padre”. Il nome di questo prete è : Padre Tarcisio Tadeu Spricigo.

 

Del resto qual è la prima domanda che fa un pedofilo a un bambino apparentemente solo con un suo amichetto, a Gardaland? Gli chiede:  DOVE E’ TUO PAPA’?

E’ vero me lo raccontano i bambini e del resto un papà inferocito ce lo immaginiamo tutti benissimo.

Della pedofilia e dei veri abusi familiari emerge pochissimo in Italia, dove gran parte è sommerso, in compenso il numero delle false accuse nelle separazioni conflittuali è in aumento, in modo direttamente proporzionale ai centri antiabuso del sistema e ai centri antiviolenza del sistema. Basta fare una ricerca e si trova tutto. Le false accuse le incontro continuamente per lavoro. Io applico un metodo scientifico che mi viene insegnato dai miei punti di riferimento scientifici che sono nel Lussemburgo e in Belgio. La prassi scientifica è unica e condivisa a livello mondiale da chi la applica, cambia il metodo di lavoro a seconda degli strumenti del tecnico che opera. La prassi prevede una serie di operazioni codificate che se eseguite correttamente, portano al risultato. Molti di noi colleghi forensi applichiamo la stessa prassi e usiamo metodi diversi. Siamo una minoranza in Italia. La maggior parte dei tecnici che opera nei tribunali non è formata. O è formata per modo di dire dagli pseudotecnici della lobby, formazione che vale meno del due di picche e porta danni enormi perché annacqua le prove.

Da noi siamo al medio evo della prassi, che la maggior parte dei tecnici che opera nel settore pedofilia e abusi sessuali, non conosce. Di qui una montagna di errori madornali procedurali e inquinamento delle prove. Le istituzioni e alcune associazioni private del sociale, si sono messe insieme e hanno creato una banca dati dei bambini cosiddetti “abusati” senza considerare che circa  il 90% delle denunce sono false e che ci sarà un perché. In molte città italiane, una bella banca dati di bambini alla faccia della privacy che per loro evidentemente non conta. Ci serve a prendere i pedofili? No. In compenso siccome questa banca dati contiene informazioni specifiche di bambini, che  sono dichiarati abusati  e di conseguenza  poi  sbattuti nelle case famiglia e nelle comunità specializzate, siamo di fronte al paese dei balocchi per i pedofili presenti nelle istituzioni o che con esse hanno rapporti. Perché possono accedere a tutte queste importanti informazioni, che non prendono i pedofili ma li aiutano. E questi pseudo tecnici che hanno creato questa cosa inutile e dannosa, si vantano anche di eseguire operazioni in questo campo che sono in netta opposizione alla prassi scientifica condivisa, che non conoscono. Hanno un protocollo che prevede di fare tutta una serie di operazioni che nulla hanno a che vedere con le indicazioni scientifiche internazionali. Ad esempio non viene preparata prima la prima intervista del bambino, che deve essere calibrata in base a quel bambino specifico, quando invece è risaputo che è la prima cosa da fare, per arrivare subito a capire molte cose senza poi rivedere il bambino migliaia di altre volte, come invece loro fanno. E va preparata ovviamente per impedire di inquinare le prove, come invece da noi accade continuamente, l’inquinamento intendo, grazie anche a feroci domande suggestive degli pseudotecnici. Cosa verificabile in qualsiasi aula dei tribunali italiani, e che fa arrabbiare i penalisti che invece la prassi la studiano.

Questi pseudotecnici, che dicono che tutti i bambini coinvolti in denunce di abuso sessuale sono abusati, sono gli stessi che dicono che le false denunce non esistono, nonostante le numerose prove agli atti e sono gli stessi che sono contro la legge sull’affidamento condiviso. Lo dichiarano nei loro scritti pseudoscientifici. Nulla è casuale. E non potrebbe essere diversamente dato che la falsa accusa ha l’obiettivo di impedire al padre molto spesso, ma anche alla madre, di frequentare i suoi figli, in contrasto con quanto vuole il condiviso.

E poi sai quanti ci mangiano dietro?

Non vi sembra curioso questo accanimento nel dire che le false accuse non esistono? E’ da soggetti squilibrati fare un’affermazione del genere o da soggetti criminali. Così come esiste la pedofilia e gli abusi sessuali familiari, così esistono anche le false accuse sessuali. Chi fabbrica false accuse dice anche che non esiste l’alienazione familiare o Pas come dicono negli Stati Uniti. Per forza sono gli stessi che spaccano la famiglia anche quando è già separata, e l’alienazione del genitore accusato è il loro obiettivo. L’obiettivo del sistema è quello di spaccare la famiglia, quello della lobby dello sciacallo di fare i soldi con la fobia degli abusi sessuali familiari, che un calcolo delle procure italiane ha stabilito falsi tra il 75 e il 90%. Sono loro i primi alienatori di genitori per questo la negano. E la suggeriscono a volte a una madre separata. O a un padre. Qualche altro genitore separato ci pensa da solo. Qualche istituzione usa la scusa della Pas per sbattere in comunità un bambino, alienando in questo modo entrambi i genitori e commettendo si alienazione familiare e sociale del bambino. Cioè dicono che un genitore aliena l’altro genitore al bambino e lo incarcerano in comunità, alienando in questo modo tutta la famiglia al bambino e in più tutta la sua vita sociale. In contemporanea dicono che l’alienazione familiare non esiste. Protezione dell’infanzia? Il Ministero dell’Amore di Orwell?

Vogliamo cominciare a controllare i controllori?

Io dico che l’affidamento condiviso va difeso e promosso con energia. Il compito dei genitori è quello di educare e proteggere. Proteggere. Il padre e la madre devono poter essere presenti nella vita dei loro bambini, anche perché al momento si vive in una giungla ed è necessario proteggerli. Escludere i padri da questo compito significa mettere a rischio moltissimi bambini. Poche ciance questa è la cruda verità. Ritengo un paese che tratta i suoi bambini peggio dei carcerati, un paese incivile ed è ora di smetterla, per questo e molto altro che non vi ho descritto.

Ho molto apprezzato questa iniziativa di Serena Fabbrini e Daniele Russo, che ha messo insieme tecnici e politica. Questo è un tema che riguarda tutti e come dice giustamente Serena, i bambini non sono né di destra né di sinistra. Dobbiamo cercare di coinvolgere più forze politiche di diversi partiti o movimenti che hanno nel loro programma elettorale il condiviso. Magari con un altro bel convegno come questo che ospiti candidati o se dopo le elezioni, eletti, di tutti i partiti a favore del condiviso. Dobbiamo spingere per creare a livello politico  una base fatta di  parlamentari di schieramenti diversi, che lavorano insieme pur nelle loro posizioni partitiche. Ci vuole confronto. Se riuscite a creare una base, è più facile avvicinare i propri colleghi di partito alla legge 54/06.

Noi della società civile abbiamo nel prof. Marino Maglietta, che in rete ho soprannominato “Il nostro Erudito” ( tutte le battaglie come si deve hanno il loro erudito), il principale punto di riferimento nella nostra lotta per il condiviso, perché l’ha fatta lui la legge. Tutto quello di cui si parla oggi è frutto del suo pensiero iniziale che ha smosso le acque torbide di chi ci vuole sottomettere tutti. E intorno a lui, ognuno nel suo ruolo, coordinarci meglio ( anche se stiamo andando benone ) per ottenere il risultato. Tutte le associazioni, i gruppi, i movimenti, le persone singole, le federazioni e gli scienziati. Tutti insieme dobbiamo dare il nostro personale contributo, superando per chi ne soffre, manie di protagonismo che anche tra la società civile è presente.

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One thought on “Il lupo e lo sciacallo

  1. Grande vero reale.Stiamo combattendo contro un mostro.Un diabolico sistema messo in atto da mostri! Vinceremo perche’ noi siamo dalla parte del giusto

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