20 novembre 2013 – Giornata Internazionale per i Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza

Il 20 novembre si celebra in tutto il mondo la Giornata Internazionale dei Diritti dell’Infanzia  e dell’Adolescenza.

Una data molto significativa poiché coincide con un duplice anniversario: quello della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e della Dichiarazione dei Diritti del Bambino.

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Per maggiori informazioni: qui

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Festa della Mamma

12052013

Un ringraziamento particolare oggi va a tutte quelle madri che restano davvero “madri” amorevoli anche dopo una rottura sentimentale, una separazione, un divorzio.

Un applauso a tutte quelle mamme che permettono ai figli di vedere liberamente il loro papà, senza accampare finte malattie o scuse di vario genere alla vigilia del week end “di visita” per dare sfogo a una misera vendetta.

Un omaggio floreale a quelle mamme capaci di soffocare il livore… perché la serenità dei loro piccoli è più importante.

Un elogio a quelle mamme che non sparlano dell’altro genitore con i figli.

Un encomio a quelle mamme che la sera, quando è l’orario in cui “papà chiama”, tengono il telefono acceso.

Una lode a quelle mamme che “se i figli hanno passato delle vacanze divertenti con il papà” (e magari anche con la sua nuova fidanzata) sono contente perché i figli sono contenti… e non li mettono in castigo così la prossima volta imparano.

Un pubblico riconoscimento a quelle mamme che ogni giorno, da sole, si rimboccano le maniche, guardando avanti senza recriminare, perché la forza per affrontare le difficoltà la trovano negli occhi del loro bene più grande.

Un’ovazione a quelle mamme che hanno capito che il rancore è una bestia feroce capace di divorare tutto, anche il futuro delle loro creature.

Onore a quelle mamme capaci di passare sopra a tanti piccoli e grandi torti, consapevoli che la vera ricchezza è – e sarà sempre – l’affetto dei loro piccoli.

A loro va il nostro augurio più sincero.

AUGURI

Comune di Milano – Consiglio di Zona 3 – Progetto Bigenitorialità

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“I dati Istat dicono che nel 2011 nelle regioni del Nord Italia il matrimonio civile ha operato il sorpasso e prevale con il 51,7% rispetto al 48,3% di quello celebrato in chiesa. Le separazioni sono state 88.191, rispetto alle 85.945 dell’anno precedente (+2,6%), di cui i figli minori coinvolti sono stati 65.427. Inoltre, le separazioni con assegno (importo medio pari a 447 euro mensili) corrisposto dal marito sono state il 97,8 %,mentre la casa nel 56,2% delle separazioni viene assegnata alla moglie.

Queste prime cifre aiutano inequivocabilmente a capire che ci si separa sempre più  e che è ancora il marito a “pagare” maggiormente le spese di una separazione, in termini economici e abitativi.

A essersi invertita, però, a partire dal 2006 (anno dell’introduzione della legge 54 sull’affido condiviso), è stata la quota di affidamento dei figli concessi alla madre, che si è fortemente ridotta a vantaggio, appunto, dell’affido condiviso. Il “sorpasso” vero e proprio è avvenuto nel 2007 (72,1% di separazioni con figli in affido condiviso contro il 25,6% di quelle con figli affidati esclusivamente alla madre), per poi consolidarsi negli anni successivi. Nel 2010 le separazioni con figli in affido condiviso sono state l’89,8% contro il 9% di quelle con figli affidati esclusivamente alla madre. La quota di affidamenti concessi al padre, però, continua a rimanere su livelli molto bassi: difatti anche laddove ci siano motivi che inducano a tale scelta, si tende a privilegiare l’affido ai Sevizi Sociali con collocamento presso la madre oppure nelle comunità, con conseguenti grandi esborsi per la società.

Questi altri dati, invece, indicano come siano stati fatti passi avanti nel permettere di espletare al meglio il ruolo di genitore, ma soprattutto di permettere al figlio di poter continuare ad avere un padre e una madre indipendentemente dalle loro scelte, spesso imposte, garantendogli così maggiore equilibrio e ponendolo dunque al di sopra delle parti contendenti, in ragione del suo interesse, che deve essere quello superiore e prevalente.

Un importante step normativo che  rimarca l’importanza primaria spettante al bambino, anche e soprattutto in caso di separazione (tutela degli interessi del Minore), è molto recente, ed è la legge 10 dicembre 2012, n. 219,la cosiddetta legge sulla equiparazione dei figliQuesta difatti sancisce che i figli sono tutti uguali all’interno del codice civile, tant’è vero che è scomparsa l’aggettivazione che distingueva i figli naturali, legittimi, adottati: non ci devono essere differenze tra figli e figli perchè ciò che conta è che “Anche in caso di separazione personale dei genitori il figlio minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno di essi, di ricevere cura, educazione e istruzione da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale”(primo comma dell’articolo 155 del codice civile).

Ulteriori ipotesi di modifiche alla legge 54 del 2006 che rispettino quest’ottica riguardano l’introduzione del doppio domicilio per i bambini, per evitare di fomentare i conflitti interni tra genitori e l’esclusione di uno dei due genitori dall’esistenza del proprio figlio e l’asserzione che entrambi i genitori devono contribuire al mantenimento dei figli, non solo con un assegno, ma partecipando attivamente alla sua vita (concetto di positive parenting). E’ invece già un fatto che non interverrà più il tribunale per i minorenni nelle questioni legate all’affidamento e al mantenimento dei figli in caso di separazioni tra genitori non coniugati, ma sempre il tribunale ordinario.

Il principio di bi-genitorialità trova dunque il suo habitat naturale in quest’evoluzione normativo-sociale e oltre a promuovere, dando una reale applicazione e significato, l’affido condiviso, cerca di allontanare quello che è da sempre l’annoso rischio in caso di separazione:vedere e trattare i figli come merce di scambio, oggettivarli. In questo senso il problema dei figli contesi nasce soprattutto da un problema culturale. Ma i bambini hanno il diritto di non subire le scelte dei genitori, e quindi di passare da “oggetto del contendere” a “soggetto di diritto”.” (….) cit. Delibera di Consiglio

Dall’Associazione FigliperSempre Milano Monza e Brianza

Pubblicizziamo sicuramente queste iniziative che  ci segnala la Presidente dell’Associazione FigliperSempre Milano Monza e Brianza.

Convegno del 5 febbraio 2013 Senato della Repubblica *

L’interesse del Minore fra scienza e diritto: nuove acquisizioni *

*Gli eventi sono valevoli per crediti formativi per avvocati

Si aprono le iscrizioni per l’anno 2013 all’Associazione DonneContro – Movimento Femminile per la Parità Genitoriale

Si aprono le iscrizioni per l’anno 2013 alla

Associazione DonneContro

Movimento Femminile per la Parità Genitoriale.

Per richiedere i moduli potete mandare una mail a mfpg@hotmail.it  con oggetto: richiesta modulo iscrizione.

I moduli dovranno essere restituiti in originale firmato con allegata fotocopia del documento d’identità ben leggibile presso la sede operativa di via Monginevro 32 – 20862 – Arcore MB.

L’accettazione della vostra richiesta d’iscrizione è subordinata al Direttivo e dopo il vaglio delle richieste pervenute verrà inviata una mail di conferma o di rifiuto.

A seguito dell’accettazione della vostra richiesta d’iscrizione, vi verranno indicate le coordinate bancarie per effettuare il bonifico recante nel campo causale: Iscrizione anno 2013 Associazione DC-MFPG.

La quota iscrittiva parte da € 15.00, ed è comprensiva di copertura assicurativa degli iscritti.

Riceverete a mezzo posta la ricevuta d’iscrizione.

„Il padre “rifiutato” dalla figlia davanti scuola: “Vi racconto il mio inferno“

Padre separato rifiutato da figlia scuola media Mestre

Il padre “rifiutato” dalla figlia davanti scuola: “Vi racconto il mio inferno”

Da luglio 2011 l’undicenne ha troncato ogni rapporto con lui. L’avvocato Delmonte: “Manipolata dalla madre”. L’uomo, in affidamento congiunto: “Voglio darle il diritto di avere due genitori”

di Gabriele Vattolo – 19 ottobre 2012
L'avvocato Tomas Delmonte

L’avvocato Tomas Delmonte

Mestre come a Cittadella? Forse. Certo, la storia della bambina di undici anni che si è rifiutata di parlare con il padre martedì scorso fuori dalla scuola media Giulio Cesare, anche se non in punta di diritto, qualche assonanza sembra avercela. Al centro, però, rimane sempre una bambina, con i suoi diritti e i suoi bisogni. Per questo suo padre, che quella mattina ha avuto un alterco con una professoressa dell’istituto che non gli permetteva di parlare con la figlia, ha voluto spiegare come sono andati i fatti e l’inferno personale in cui è piombato da quando, da luglio 2011, la piccola non ha più voluto recuperare un rapporto con lui.

“Prima di tutto il mio assistito sente il dovere e non il diritto di essere genitore – spiega l’avvocato veronese Tomas Delmonte – Per questo si trovava davanti alla scuola. Per questo spesso si è ridotto a salutarla con la mano in lontananza”. Una storia complessa, come tutte le storie che hanno origine da una separazione. Papà e mamma della undicenne si separano sette anni fa. Consensualmente. Poi, in questi anni, nei confronti dell’uomo partono undici denunce, tra segnalazioni della scuola (di carattere amministrativo) e esposti della coniuge. Nove di queste vengono subito archiviate.

Nel 2006 arriva la prima denuncia, poi nel 2008 la richiesta della donna di togliere la potestà genitoriale al compagno. Passano due anni. Il tribunale dei minori rigetta il ricorso della madre, togliendo anche l’obbligo di pagare l’assegno di mantenimento al padre, in quanto, avendo l’affidamento condiviso, il 40% del tempo la piccola lo passa con lui. Nel 2010, poi, parte una segnalazione dei servizi sociali che, sulla scorta delle dichiarazioni della madre, avverte la Procura che qualcosa non andrebbe per il verso giusto. Si arriva al 2012, con la richiesta del tribunale dei minori di approfondire la situazione, attraverso anche degli incontri “congiunti” tra tutti e tre i soggetti in campo: madre, padre e figlia.

Nel mezzo, però, qualcosa è successo. La figlia da luglio 2011 non vuole più parlare con il padre. Il motivo? Mistero. Secondo l’avvocato Delmonte tutto è da ricondurre al tentativo “scientifico” della madre di tagliare ogni legame della bimba con lui. I servizi sociali quindi non possono far altro che “fotografare” la situazione e, a fine settembre, consegnare la propria relazione al tribunale.

“Io mi espongo non per me. Ma per mia figlia – spiega l’uomo – perché lei ha diritto di aver un padre e una madre. Con questo comportamento, invece, la mia ex compagna non le permette di aver un altro punto di riferimento”. Nessun “teatrino”, nessuna azione eclatante. E nemmeno nessuna denuncia: “Zero a zero vince il genitore affidatario (la madre, ndr) – spiega l’avvocato Delmonte – noi vogliamo invece che siano salvaguardati i diritti della bambina”.

Come? Dopo undici tra denunce e segnalazioni in cinque anni, dopo aver perso il rapporto che aveva con la figlia, il padre della undicenne ha depositato istanza di divorzio in tribunale. In modo da determinare un altro processo “parallelo” alternativo a quello già in piedi al tribunale dei minori. Con una peculiarità però: la sentenza del tribunale Civile è “più forte”. In questo modo il legale del padre depotenzia il procedimento attualmente in corso. La richiesta è di ottenere l’affidamento della figlia, anche se non esclusivo, e che la stessa venga ospitata per tre settimane in una casa famiglia con personale qualificato che permetta l’attuazione del cosiddetto “metodo Washak“, in cui si aiuta il bambino a recuperare un rapporto con il proprio genitore. Una pratica sperimentale in voga negli Stati Uniti.

Tra passaggi legali e rapporti dei servizi sociali, però, la protagonista della storia è sempre lei: una bimba di undici anni contesa. E un padre terrorizzato dall’idea di non vederla più.

Fonte mestre.veneziatoday

Lettera aperta alle Forze dell’Ordine

 

 

Buongiorno,

in merito ai fatti recentemente occorsi a Cittadella e la vicenda del minore portato via da scuola che, non del tutto imprevedibilmente, si stanno replicando in altri contesti e regioni, vorremmo esprimere il  nostro appoggio alle forze dell’Ordine.

Siamo consapevoli che siete chiamati ad un lavoro difficile, reso ancora più complicato dal fatto che svolgerlo significa anche essere mandati allo sbaraglio non come “uomini in divisa” ma   –   soprattutto –  come persone.

Persone dotate  di cuore e di convincimenti personali a proposito di questioni delicate, ma anche consapevoli e informati sulla complessità dei fatti e delle motivazioni che spingono ad un agire che può apparire eccessivo.

In effetti, il metodo è parso sproporzionato perché applicato ad un bambino.

Ma oltre a questo ci è arrivata anche la sensazione che siate stati lasciati soli ed impreparati davanti all’aggressività dei media e delle evidenti strumentalizzazioni di alcuni soggetti che, forse, con scaltro opportunismo, individuano nel vostro operato il capro espiatorio per non fare luce sulla questione delle separazioni conflittuali dei coniugi con figli. La legge attuale (54/2006) – benché migliorabile (DDL 957 ora in esame al Senato) – non è deprecabile: deprecabile invece è il fatto che venga puntualmente disattesa per “consuetudine”, per “prassi”, per “interpretazione”.

Il sistema è farraginoso, lento e pigro; impastoia il vostro operato e, soprattutto, ingabbia per anni la vita ed i sentimenti delle persone (adulti e bambini) perché non si è in grado – o, forse, non si vuole – adeguarsi alla società contemporanea e cominciare a considerare tutti PERSONE UGUALI, preferendo tutelare gli uni più degli altri in virtù di una logica obsoleta inquinata da pregiudizi sessisti.

Far rispettare la legge è necessario. Purtroppo qualcuno sta tentando di far passar il messaggio che esistono 2 tipi di legge: una ammissibile e una che non lo è perché contraria alle “abitudini” consolidate.

Da qui al reclamare leggi diverse a seconda del sesso, dell’etnia, dello stato sociale, della religione, delle abitudini alimentari… il passo è più breve di quanto non si pensi.

Le persone dovrebbero essere tutte uguali, vi dovrebbe essere la certezza del Diritto e della Pena, ma questo ormai sembra solo un retaggio risorgimentale.

Un retaggio ipocritamente sbandierato per festeggiare il 150° dell’Unità d’Italia, ma non per ricordare che tutti i cittadini (uomini, donne, madri e padri) sono, o meglio, dovrebbero stare, agli occhi della Giustizia, sullo stesso piano e ugualmente perseguibili, se sbagliano.

La Giustizia è rappresentata bendata Perché la Giustizia “vede” con gli occhi della Mente e non deve farsi   influenzare dalle apparenze.  A qualcuno invece piacerebbe   una Giustizia accecata,  e magari asservita ai media.

Chiediamo che, alle Forze dell’Ordine, siano forniti strumenti per agire con competenza e opportunità ed umanità e tutta la professionalità dovuta in casi come quello di Cittadella, ma anche che le Forze dell’Ordine non debbano pagare i costi di una giurisprudenza così arroccata in una torre d’avorio da sembrare di aver abdicato al suo primo dovere: la tutela del cittadino.

Alla resa dei conti cosa abbiamo?

Un bambino di 10 anni che per META’ della sua vita ha visto che una legge, una norma, una sentenza, quindi, una REGOLA può essere aggirata, ostacolata, contrastata.

Un bambino che  porterà con sè questa eredità: per applicare la Legge occorre la forza; per eluderla basta agire con furbizia, urlare, piangere e occupare i palinsesti televisivi.

Autorizziamo alla pubblicazione questa comunicazione o parte di questa, citandone la fonte

 

Resp. Relazioni col Parlamento: Massimo Rosselli del Turco

Resp. Comunicazione e Pubbliche Relazioni: Roberto Castelli

Presidente turnario Vittorio Vezzetti

Il coordinamento nazionale di associazioni che condividono i temi dei diritti fondamentali dell’infanzia e della genitorialità post separativa, nasce per l’espressa volontà di associazioni di genitori separati, attualmente troppo divise,  per affrontare i temi tipici della società negli ambiti di competenza con un approccio interassociativo rivolto alla coesione, proponendosi con uno sguardo d’insieme  all’interno del paese, ma anche aprendosi al dialogo al resto col resto dell’Europa e alle nazioni della sua community, con l’intento di produrre risultati condivisi e condivisibili, forieri di un auspicabile crescita sociale.

Testimoni e propositori allo stesso tempo di passi fondamentali rivolti nella direzione dell’evoluzione sociale del paese e dei suoi abitanti, sui temi che rappresentano il focus e la nostra mission: tutelare l’infanzia e ridare nuovo vigore e dignità alle relazioni primarie genitori-figli, ridefinendo e rileggendo tutti i valori in campo per offrire maggiore umanità e rispetto nei confronti delle famiglie che si separano con cura e rispetto di tutte le parti coinvolte.

Colibrì si propone di aprire un dialogo qualificato con le istituzioni e le realtà confederative europee, in considerazione del fatto che non ci si può più confrontare solamente con la propria classe politica viste le dimensioni estese del fenomeno separativo e le insufficienti risposte ed impegni dei singoli paesi europei.

A fronte di un problema decisamente comunitario, che in ambito nazionale non riceve risposte politicamente mature o  sensibili,  è doveroso aprirsi anche agli altri coordinamenti europei per proporre e condividere coi singoli paesi della Community  una “linea europeista” che possa divenire di riferimento per ciò che riguarda in maniera allargata “il tema della tutela del minore e della Bigenitorialità” e fare sì che il nostro continente divenga un luogo di condivisa sensibilità sui temi dell’ Infanzia lesa dal fenomeno separativo, uscendo dalla logica del pregiudizio, per entrare in quella della soluzione armoniosa ed evoluta,  per uscire da un enpasse storico-culturale dove alle domande della società, i rappresentanti dei governi possano rispondere condividendo le nostre esperienze e percezioni, direttamente.

In Colibrì, al 18 Ottobre 2012, si riconoscono le seguenti realtà associative e movimenti italiani

Associazione FigliperSempre Onlus Nazionale

Associazione per la Bigenitorialità  “Genitori Sottratti”

Associazione per le Nuove Famiglie

Associazione Genitori Separati Novi Ligure

Associazione Aiutiamo le Famiglie A.le.F.

Associazione NonneNonni penalizzati dalle separazioni Onlus A.NO.P.S.

Movimento Femminile Parità Genitoriale – M.F.P.G.

Associazione Genitori Separati dai Figli – AGS

Associazione Genitori Separati e Figli (GE.SE.FI. Onlus)

Associazione Papà Separati Liguria

Associazione Papà Separati Torino

Associazione Papà Separati e Figli Torino

Associazione Papà Separati Asti

Associazione Papà Separati dai Figli Onlus Roma

Si riconoscono le seguenti realtà associative e movimenti esteri

Movimento Papageno (CH)

Donna2 (CH)

I Comme Identitè I.C.I. (F)

Il Convegno di Trieste sulla banca dati per i pedofili

Pubblicizziamo molto volentieri questo evento

alicenelpaesedelgenoma.org

Dott.ssa Valentina Peloso Morana 

Il Convegno di Trieste sulla banca dati per i pedofili

Questo è il nostro Convegno.

Se fossimo alla “Sagra del salame toscano e dell’abbacchio laziale” potrebbero organizzare una corsa con i sacchi. Ma… mi sorge un dubbio: dove hanno preso i sacchi per fare la corsa? Di sicuro a quelli che li usano per lavoro.

Noi a differenza di questi signori, stiamo creando la corsa per acchiappare i pedofili. I nostri atleti sono professionisti contro il crimine, e di sicuro tra noi non ci saranno arbitri che affettano il salame (con tutto il rispetto per i salumieri). Per dirla con il nostro leader:  “Capisciammè”

Dott. Valentina Peloso Morana

ΦφΦ

Associazione

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