19 marzo – Festa del Papà

 

lafestadelpapà

 

Un video d’amore verso i nostri padri e verso il ruolo che la paternità riveste, ma anche una doverosa denuncia di sofferenza sociale imposta da tribunali, avvocati, servizi sociali e da una sterminata insensibilità o convinzione che in ogni separazione vi sia qualcuno che deve “pagare” ed una figura fra le due, può essere sacrificata. Una visione immatura, una visione lontana dalla società e dal suo modo di evolversi.

Le isituzioni sono in ritardo, come sempre, più vicine a punire e a trovare responsabilità dei singoli come se fosse un reato separarsi, anche quando un genitore decide consapevolmente che l’unica separazione da evitare, E’ SOLO QUELLA DAI SUOI FIGLI.
Un ringraziamento a Francesco Toesca.

Colibrì – Coordinamento interassociativo libere iniziative per la bigenitorialità e le ragioni dell’ infanzia

 

Festa del Papà – Natale – Pasqua – Ferragosto – Festa della Mamma – tutte via resta solo l’Epifania

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Come direbbe Alberto Sordi: “… e qui scatta l’applauso!!!”

Altro che i fedeli in piazza per Papa Francesco, la vera festa a Roma è davanti alla scuola materna Ugo Bartolomei.

 Facciamo tutti il trenino, la ola, trombette, petardi e stelle filanti, l’apoteosi dei festeggiamenti per una soluzione talmente illuminata

Brave le maestre, brave davvero.

Però forse tentennavano un pochino, avevano bisogno di un parere ispirato, allora arriva la psicologa del Comune che sfodera il colpo di genio e si dimostra ancora più brava delle maestre.

SEN-SA-ZIO-NA-LE !

Non trovo altre parole per definire il coniglio saltato fuori dal cilindro della Ugo Bartolomei.

Il 19 marzo non piace a qualcuno? Dov’è il problema … et voilà, si abolisce per tutti.

Altrimenti qualcuno potrebbe sentirsi discriminato, che diamine.

Perché l’umanità non ci ha pensato prima?

Aspetta, aspetta … c’è un problemino:  potrebbe sentirsi discriminato anche il bimbo che non ha la mamma, quando gli altri disegnano il bigliettino per la Festa della Mamma.

Che si fa, aboliamo tutto?

Ma no, al diavolo la par condicio, l’uguaglianza, le pari opportunità e l’art. 3 della Costituzione; la mamma resta, la figura del papà si rassegni a sparire.

Bell’esempio di trasmissione di valori, modelli, archetipi. Peccato non avere un figlio in età giusta, lo manderei di corsa alla Ugo Bartolomei, ad imparare che l’importante è che ci sia mammà; quell’altro li, coso, è un optional.

È lecito attendersi una targa del Comune che rinomini ‘sta Bartolomei in “ Scuola Materna Due Pesi e Due Misure”.

Mi chiedo per quale motivo si continua a discriminare la figura paterna, mentre certe genialate non riguardano altri argomenti.

Come si può festeggiare S. Valentino, senza discriminare la ragazza che è stata lasciata dal fidanzato 3 giorni prima?

Come si può celebrare la Festa dei Lavoratori, senza mettere a disagio chi non ha un lavoro?

Come si può celebrare la Festa della Donna, quando c’è chi si sente donna ma non può esserlo?

Come si possono chiudere le scuole a Natale, quando le classi sono piene di ragazze e ragazzi ebrei, musulmani, buddisti?

Per chi è costretto a festeggiare qualcosa che non gli appartiene, la mortificazione in questi casi non vale?

Chissà cosa ne pensa la psicologa del Comune …

FN