Assegni per il Nucleo Familiare – Istruzioni per l’uso

Capita non di rado di dover interpretare tra le pieghe delle normative le corrette diposizioni in materia di Assegni Familiari e nello specifico di affrontare la questione spinosa “gli ANF spettano a me e non a Te quindi restituiscimeli!!!”

Sempre più spesso si verificano incomprensioni, se non vere e proprie battaglie legali su questo tema; partendo dal presupposto che la materia non è normata come dovrebbe e infatti presenta alcune lacune che lasciano troppo spazio a decisioni altrui quindi  il problema può diventare di difficile soluzione e presentare alcune sorprese.

Cosa sono? In sostanza si tratta di un contributo istituito per aiutare le famiglie dei lavoratori dipendenti e dei pensionati da lavoro dipendente i cui nuclei siano composti da più persone e i cui redditi siano al di sotto di limiti stabiliti di anno in anno per legge.

A chi spettano? Ai lavoratori dipendenti (compresi quelli in malattia, in cassa integrazione, in mobilità e in disoccupazione), ai pensionati e ai lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata.

Sono esclusi i pensionati autonomi (artigiani e commercianti) ai quali si applicano altre normative.

Chi li eroga? Vengono erogati dall’INPS o tramite il datore di lavoro direttamente sulla busta paga del lavoratore sulla base ed è di importo diverso a seconda della tipologia del nucleo familiare e del reddito.

Cosa s’intende per Nucleo Familiare? Può essere composto da:

  • chi richiede l’assegno
  • il coniuge
  • i figli legittimi ed illegittimi minorenni
  • i figli inabili completamente al lavoro anche maggiorenni
  • i fratelli, le sorelle e i nipoti del richiedente che risultassero orfani dei genitori ma che non abbiano diritto alla pensione per i superstiti

Queste persone fanno parte anche se:

  • Non sono conviventi
  • Non sono a carico
  • Non sono residenti in Italia

Il coniuge, per far parte del nucleo familiare, non deve essere separato legalmente o divorziato né avere abbandonato la famiglia. Si considerano non conviventi anche i “separati in casa” cioè coloro che sono stati autorizzati dal giudice, in via temporanea a vivere nella stessa abitazione.

IN CASO DI DIVORZIO O DI SEPARAZIONE LEGALE CON AFFIDAMENTO CONGIUNTO DEI FIGLI, IL DIRITTO ALL’ASSEGNO PER IL NUCLEO FAMILIARE SCATTA A FAVORE DI ENTRAMBI I CONIUGI AFFIDATARI.

Naturalmente spetta ai coniugi arrivare ad un accordo su quale dei due deve richiedere l’autorizzazione; infatti SOLO UNO DEI DUE PUO’ PERCEPIRLI.

Quindi il problema è che sarebbe sempre bene in fase di accordo di separazione indicare chi dei due coniugi potrà continuare a percepire detti assegni; in mancanza di tale accordo o addirittura di contrasti il Giudice userà il criterio della convivenza per valutare intorno a quale dei due coniugi affidatari si è ricomposto il nucleo familiare.

Se il marito percepiva gli assegni e come succede spesso se non sempre i figli verranno collocati presso la moglie sarà bene far scorporare l’importo degli assegni dal reddito per determinare gli assegni di mantenimento della prole, poiché gli assegni verranno sicuramente destinati a favore dell’ex-moglie.

Caso ancora più curioso potrebbe essere quello che il marito continui a percepire gli assegni che dovrà poi versare all’ex-moglie senza sapere che quest’ultima aveva a sua volta fatto richiesta di erogazione.

Naturalmente questo caso è quello più delicato da affrontare in quanto uno dei due non avrebbe avuto diritto di richiederli e a seguito della falsa dichiarazione nella compilazione della domanda all’inps rischia una sanzione PENALE ai sensi dell’art. 76 DPR 445/2000.

Quindi, se fossi in voi farei bene attenzione a ciò che si dichiara e alla prima occasione farei un controllo delle dichiarazioni dell’ex-coniuge in modo da evitare spiacevoli sorprese e non esiterei a denunciare all’INPS dichiarazioni false atte a percepire indebitamente gli ANF anche per evitare di essere denunciato a propria volta nonostante “in teoria”  dovrebbe aver ragione chi ha fatto per primo la richiesta e scusate il condizionale ma è d’obbligo.

 

assegni familiari

DPR 445/2000

Articolo 76 (L)
Norme penali

1. Chiunque rilascia dichiarazioni mendaci, forma atti falsi o ne fa uso nei casi previsti dal presente testo unico è punito ai sensi del codice penale e delle leggi speciali in materia.

2. L’esibizione di un atto contenente dati non più rispondenti a verità equivale ad uso di atto falso.

3. Le dichiarazioni sostitutive rese ai sensi degli articoli 46 e 47 e le dichiarazioni rese per conto delle persone indicate nell’articolo 4, comma 2, sono considerate come fatte a pubblico ufficiale.

4. Se i reati indicati nei commi 1, 2 e 3 sono commessi per ottenere la nomina ad un pubblico ufficio o l’autorizzazione all’esercizio di una professione o arte, il giudice, nei casi più gravi, può applicare l’interdizione temporanea dai pubblici uffici o dalla professione e arte.

L.P.

REDDITEST: prime considerazioni

REDDITEST: prime considerazioni

Nel caso di padre separato (mono-genitore) la questione potrebbe diventare molto spinosa; innanzitutto consideriamo questa sorta di questionario un modo per testare il proprio livello di evasione che permetterà di correggere il tiro sul “nero” prodotto.

Tuttavia… non è proprio esatto affermare che un genitore separato abbia dei ricavi in nero, tutt’altro!!!
Ma in questo senso si configurerebbero le liberalità dei propri amici e parenti.
Ovvero: se non ho i soldi per pagare le bollette e una persona di buon cuore decide di aiutarmi, tali spese vengono sostenute in presenza di ricavi (non dichiarati) e probabilmente quella spesa potrebbe farmi diventare INCOERENTE CON IL REDDITO DICHIARATO.

Quindi… la mia colpa è quella di essere un dipendente impossibilitato a evadere / costretto a dichiarare tutto il dichiarabile / tassato fino all’osso dal fisco e dall’exmoglie e tutto ciò fa sì che il mio carente reddito disponibile mi metta in una condizione di “presunta evasione”…

Parlando della casa: sono separato da 4 anni e, dopo un primo momento di ritorno da mammà, sono riuscito a ricostruirmi un nido familiare; quindi riassumendo: sono ospite della mia compagna (a casa sua) e continuo a pagare metà mutuo della mia precedente abitazione (rimasta mia al 50%) . La prima domanda che ti fanno è CASA PRINCIPALE: in affitto / in proprietà / AD ALTRO TITOLO . Embè??? Già mi sto alterando.

Altre domande sono: frequenti centri benessere? Hai mai posseduto cavalli? Pay tv? Giochi online? Attvità sportiva? Altre spese per la cura della persona? Nessuna: sono pelato e non spendo neanche per il barbiere!!!

Ovvero: se spendi sei monitorato, prima o poi vorranno sapere pure il codice della Fidaty per vedere i punti accumulati.
La sensazione, tra l’altro, è come quando a 17 anni noi maschietti ci siamo trovati a compilare il test della visita dei 3 giorni per il militare: ti piacciono i fiori? – SI – Faresti il fiorista? – SI – E allora? Ma ce cazzo volete??? Era la risposta giusta!!! Poi tutti in fila: nudi e a dimostrare di non essere gay.

Tutto il test mi dà l’impressione che il solo scopo sia la depressione dei consumi insieme alla depressione psicologica di chi lo compila. Ormai siamo in uno stato di dittatura tributaria oppure siamo dentro al set di The Island e non lo sappiamo…

Dovrebbero ridurre le tasse ai privati, abbassare la tassazione alle aziende, snellire la la burocrazia  e invece… poco prima di Natale eccoci a compilare la letterina di Babbo Natale che, a scanso di equivoci, NON ESISTE!!!

RISULTATO: A PARITA’ DI SPESE – se nel modulo NON INSERISCO l’assegno di mantenimento dei figli: risulto COERENTE!!!
Se invece INSERISCO l’assegno di mantenimento: risulto INCOERENTE!!!
Questa è giustizia?
Secondo me no!!!!
Il test però non chiaro: infatti chiede l’importo annuale degli assegni periodici all’ex coniuge (quindi per i figli?? Solo il coniuge? Ma questo è già considerato ai fini della determinazione del reddito imponibile, quindi?)

Se tale assegno lo percepisci devi dichiararlo e se lo eroghi ti intacca il reddito disponibile indi per cui non potresti permetterti neanche le spese minime di sostentamento…

In sostanza c’è molta confusione, come volevasi dimostrare

Luca P.