La puntata della LID. Senza Barcode portavoce del Diritto di famiglia

DA www.senzabarcode.it

Chi conosce Senza Barcode lo sa molto bene, chi non lo conosce avrà la possibilità di scoprirlo, dopo aver lanciato il sasso non nascondiamo la mano. Ieri abbiamo pubblicato un articolo con l’intervista ad Adriana Tisselli, Laura Besana e Sheyla Bobba, riguardo al diritto di famiglia; oggi ci è sembrato giusto riportare l’intervento della stessa Laura Besana, di ieri sera, 19 Febbraio, a Radio Radicale.

radioradicale

In particolar modo laura è stata ospite radiofonica della trasmissione della LID -Lega

Italiana Divorzio breve- condotta da Diego Sabatinelli e da Alessandro Gerardi, ore 22:30 cui Senza Barcode ha dato più volte voce.

Laura ha ripresto i passi salienti della nostra intervista, specificandoli e puntualizzando alcuni aspetti, e credo che sia importante anche per noi fornirvi queste ulteriori parole. Gli incontri promossi da FigliperSempre, l’associazione di cui Laura è presidente, nella sezione di Milano-Brianza, per aiutare i genitori in via di separazione a gestire le emozioni negative, hanno avuto anche il supporto di madri e padri portatori della loro esperienza già vissuta, per aiutare nel percorso altri genitori. E credo che questo sia un forte segnale  a livello della società. Sempre di esperienza condivisa si parla nel progetto che ha come protagonista la scuola, quella dei ragazzi che sono la vera figura da capire e supportare. Laura, nel suo intervento, ha anche parlato del libro di Vittorio Vezzetti, pediatra, coofondatore dell’associazione, Nel nome dei figli, libro che descrive una situazione agghiacciante, il cui apice di tragedia è toccato da come lo Stato e la magistratura gestiscono il Diritto di Famiglia. L’intervento si è concluso con una riflessione sulla legge 54, una buona legge, nata inizialmente per promuovere la bigenitorialità, ma rovinata dall’ultima fase che lascia la discrezione ai giudici. Discrezione che può fare, e che, purtroppo, spesso, fa danno.

La trasmissione si era invece aperta con un altro intervento telefonico, quella del Professore e Avvocato Gulotta, esperto in materia e pioniere in Italia ad affrontare certi temi.

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Il professore ha spiegato che il primo passo fu fatto quando la famiglia venne considerata come gruppo e non più come sommatoria di individui. Altro fattore da valutare, adesso ovvio ma all’epoca di difficile accettazione per gli addetti ai lavori, fu la capacità genitoriale, ossia un’analisi di tipo relazionale. Gulotta ha parlato poi della PAS -Sindrome di Alienazione Parentale, cui Senza Barcode dedica un’intera rubrica – non come sindrome, ma come situazione emotiva del bambino, e ha sottolinea il grande paradosso di questa. Se l’influenza del genitore è davvero forte è quasi impossibile dimostrare in tribunale che il fenomeno esiste. Il professore ha anche ricordato una sua proposta che anni fa fece scalpore ma che fu ripresa successivamente: la necessità di confermare i matrimoni laici ogni tot anni; proposta che rivoluzionerebbe il modo di vivere il matrimonio. Ennesimo punto amaramente toccato è stato la questione deidiritti in Italia e di come il nostro Paese sia “Sorvegliato Speciale” da parte dell’Europa per questo. Secondo l’articolo 8 della nostra Costituzione, lo Stato deve garantire al genitore non collocatario di poter vedere il figlio, ma ciò non accade, spesso i bambini diventano ostaggi. Le ultime parole del Professore hanno esulato da diritto di famiglia, in un modo a mio vedere molto bello; egli ha salutato la redazione spezzando una lancia a favore della battaglia per il sovraffollamento delle carceri.

La puntata della LID può dirsi qui conclusa ma Senza Barcode è rimasto in ascolto ancora un poco, seguendo Filo Diretto, sempre condotto da Diego Sabatinelli e Alessandro Gerardi, durante il quale viene data la possibilità a tutti gli ascoltatori di prendere la parola. Nel corso dell’ora successiva si sono toccatimolti temi, dal diritto di famiglia, all’amnistia a questa strana campagna elettorale; vi riportiamo qui i punti salienti sperando che essi siano utili, come ogni volta il nostro intento è l’invito alla riflessione.

Rimaniamo in tema di diritti: un ascoltatore ha ricordato l’importanza di dare anche i gay la possibilità di adottare un bambino, mentre un altro ha menzionato i diritti dei disabili. Un terzo ha riportato che anche la Francia sta aspettando migliorie in tema di diritto di famiglia, ma io mi vorrei soffermare su un’affermazione che riprende un vecchio spauracchio delle forze conservatrici.

C’è una certa convinzione che, permettendo il Divorzio breve, il numero di questi aumenti.

In studio è stato ricordato, in questa occasione, che Bersani, se il PD sale al governo, ha promesso importanti riforme in tema, entro un anno. Le stesse che promette da molto.

Sempre in tema diritti riporto la riflessione di un ascoltatore che ha dichiarato di essere leghista: In italia i detenuti stranieri sono 35 su cento, perché non scontano la pena nel loro Paese? A partire da ciò due considerazioni sono emerse dalle parole di Diego Sabatinelli e Alessandro Gerardi; molti detenuti stranieri hanno chiesto di poter scontare la pena nel loro Paese di origine maciò non è stato possibile, per motivi economici e logistici di spostamento -gli accordi internazionali  inerenti alla questione sulla carta esistono- ma il punto principale è un altro: i diritti umani dei detenuti, italiani o stranieri che siano, riconosciuti dalla legge, non vengono rispettati. Questo è il problema.

Poi la trasmissione e le telefonate si sono incentrate sulla campagna elettorale che sta volgendo al termine –la campagna elettorale delle elezioni farsadice un ascoltatore da Frosinone- e in particolare il successo di Grillo e del movimento 5 stelle. E’ giunta una telefonata da Milano dove in Piazza Duomo c’erano 100000 persone entusiaste. Anche qui, alcuna domande dalla redazione.

La prima è retoricamente una mera considerazione storica, anche negli anni ’30 le piazze erano piene, ciò è la cartina tornasole del populismo. Ma torniamo ai giorni nostri: Grillo ha preso L’italia “per la pancia” e in ciò è stato bravissimo, ma in due anni, in cui alcuni suoi uomini sono nelle amministrazioni locali, non hanno portato a galla nessuna nefandezza; i Radicali non radunano in piazza 100000 persone ma con solo due persone alla Regione Lazio, Rossodivita e Berardo, hanno innescato la miccia per far esplodere lo scandalo Fiorito-Maruccio  e far cadere la giunta Polverini. Cosa è più importante?

Un altro ascoltatore ha invece ricordato che questa campagna elettorale si è basata su talk show su temi non costruttivi, ma su dati, calcoli, convenienze e tornaconti. Da quali si è distinto Marco Pannella nell’incontro del 18 Febbraio aTribuna Politica, durante il quale ha parlato di idee.

La trasmissione sta volgendo al termine, arriva un ultima telefonata per osservare che non era stato menzionato il caso Zingaretti –di cui Senza Barcode si è occupato largamente in precedenza-, quindi i conduttori hanno ricordato brevemente le parole degli ultimi giorni che vedono il candidato PD dalla Regione Lazio accusato di aver avuto un comportamento poco trasparente nel periodo antecedente la sua elezione a Presidente della Provincia. Qui è terminata la trasmissione, anche se molto altro ci sarebbe stato da dire; ci auguriamo di avervi lasciato almeno buoni spunti su cui riflettere.

Scritto il 20 febbraio 2013 da 

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Tisselli, Besana, Bobba Vs male del genitore malevolo. PAS

Da www.senzabarcode.it

Scritto il 19 febbraio 2013 da 

In questo momento di campagna elettorale agli sgoccioli, per tornare a uno dei temi più cari a SenzaBarcode, il Diritto di Famiglia, abbiamo nuovamente parlato con Adriana Tisselli – presidente e fondatrice del Movimento Femminile per la Parità Genitoriale, da noi già intervistata nel mese di Dicembre.

Adriana ci ha rivelato di essere delusa dai programmi elettorali, in tema diWelfare, che risultano, invece, molto scadenti. Di questi problemi si parla poco, in modo generico, gli stessi candidati non sono troppo informati in alcune tipologie di argomenti, c’è molta demagogia e poca sostanza. Una pura corsa al voto costituita da meri espedienti come, a parer di Adriana, la legge sul femminicidioNello stesso Paese che bocciò la legge sull’omofobia. Quest’ultima era definita incostituzionale solo un paio di anni fa, creava infatti discriminazioni positive -violazione dell’articolo 3 in cui si afferma che tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge- ma entrambe si riferiscono a una specifica fetta della popolazione. Quale è la differenza? Forse che i voti delle donne sono più importanti di quelli dei gay? Oppure è perché non si contrappongono all’elettorato cattolico?

tisselli Il problema, dice Adriana, è la prevenzione che non esiste, il disinnesco della violenza non è efficace, non c’è supporto

sufficiente, esistono filoni su cui si dovrebbe lavorare in modo costruttivo e invece vengono dimenticati. Anziani, disabili, persone con disagi psichici, non c’è tutela in Italia per loro e per le famiglie che li circondano.

Un’altro settore importante è la scuola, mai viene nominata come investimento. C’è la crisi e ci sono i tagli. Nessuno pensa, però, che il tempo pieno con orari più lunghi permetterebbe anche alle donne di lavorare full time e il PIL aumenterebbe. Il Welfare non è solo denaro in uscita, è anche investimento sulle risorse. Questione spinosa è inoltre la richiesta dell’obbligatorietà dei congedi parentali ad entrambi i genitori, come in molti altri Stati europei già succede. In Parlamento non se ne parla e il nostro mondo del lavoro è sempre più focalizzato su persone sole, non su famiglie. Avere un figlio coincide ormai con una forte penalizzazione lavorativa e questo non ha senso.

Abbiamo chiesto ad Adriana quali sono gli attuali progetti del MFPG e lei ci ha  accennato che molto bolle in pentola, anche se per adesso non ci svela niente.

Siamo molti entusiasti. Un periodo di crisi come questo impone anche certe riflessioni, e stiamo percependo molto interesse da parte dei nostri interlocutori. La nostra è una grande battaglia culturale affinché si smetta di parlare di genere e si inizi a parlare di persone -veri mattoni della società- e le famiglie -usando questa parola volutamente al plurale: tutte le tipologie di famiglie– vengano considerate le cellule dalla società.

Per Adriana e il MFPG è anche un intenso periodo di collaborazioni, sia con le istituzioni, anche d’Oltralpe, cui sta cominciando un fecondo dialogo, sia con altre associazioni. Tra queste c’è Figli Per Sempre, di cui abbiamo incontrato la presidente della sede di Milano, Laura Besana. La sinergia sviluppata a partire dalle stesse tematiche – anche se con tagli differenti – ha permesso un grande lavoro in tandem, come si evince dalle parole di entrambe le nostre intervistate. L’interazione è così forte che Adriana Tisselli fa parte anche del direttivo di ”Figli Per Sempre” e Laura Besana anche del direttivo di MFPG.

imagesLaura ci ha parlato invece di Figli per Sempre, associazione nata a Varese nel 2005, che inizialmente si è occupata diincontrare i genitori in via di separazione per insegnare loro a gestire le proprie emozioni negative e per fornire un supporto legale e psicologico attraverso esperti e mediatori. Attualmente invece, l’attività principale è quella dell promozione della bigenitorialità, attraverso convegni e conferenze. E’ fondamentale educare e insegnare; l’informazione, spiega Laura, è il primo passo verso la prevenzione. A breve invece sarà intrapreso un progetto in collaborazione con gli insegnanti per capire quanto gli studenti portano nella aule del loro vissuto.

A completare la triade c’è Sheyla Bobba, che con Adriana e Laura collabora e ha collaborato, fondatore e direttore di Senza Barcode, in cui ho l’onore di scrivere, da sempre attenta al diritto di famiglia. Abbiamo parlato anche con lei.

Sheyla è anche una scrittrice e uno dei suoi ultimi lavori è Post Scriptum, dove analizza i divorzi e i conflitti ponendo, dopo anni di studi ed esperienze, l’attenzione sulla PAS e sulla violenza psicologica.

Io non sono  una psicologa o una titolata  ma una che titolo, pergamena e medaglia li ha conquistati “solo” sul  campo; con onestà intellettuale, dignità e un minimo di intelligenza basta vedere e ricercare anche i recenti studi ed “esperimenti”, consiglio quello di Lavadera a Roma e la lettura di questo articolo. Ora, come fanno femministe, sostenitori del NO Gadner e fantasiosi “psicologi”  a ripetere  “la mamma è sempre la mamma” o peggio “madre vuol dire amore”? La PAS esiste! chiamatela lavaggio del cervello, stupro mentale o come vi pare. Esiste un genitore malevolo a tal punto da distruggere un figlio per i suoi pruriti; il più delle volte è la madre a farlo.

images (1)Parlando di questi argomenti Sheyla si arrabbia sempre, ci siamo fatti dire come mai.

Sono nauseata e schifata Giulia! Io ho visto molti volti, anche allo specchio, di bambini non amati, di bambini che pregavano tra le lacrime chiedendo aiuto. Piccoli che volevano essere salvati, allontanati dalle mani di certe madri/genitori. Per questo ammiro Adriana e Laura. Loro continuano con MFPG a “scremare” le donne, cercano di aiutare tanto i maschi quanto le femmine – non ho volutamente indicato madri e padri – loro fanno sacrifici mentre c’è chi ha solo la capacità di urlare… pare quasi temano d’essere scoperti a far chi sa cosa, con i soldi di chi sa chi …

Ma non è solo questo che la turba, c’è qualcosa di più. Ci vuole un poco perché lo ammetta ma alla fine…

Esatto; sono arrabbiata perché la politica ora non può aiutarci essendo tutti impegnati nella campagna elettorale, preoccupata che chi realmente ha fatto e può fare resti fuori dai palazzi, e sono ansiosa… non vedo l’ora di poter sviluppare i tanti progetti che abbiamo con MFPG: per ora posso dire cheSenzaBarcode ne è voce… a tutto volume!

Invece per quanto riguarda la Pas, sentiamo quale è la sua esperienza e cosa è, in breve, questa terribile sindrome.

Consiglio di seguire con attenzione la nostra rubrica ”Analisi alienazione“, che sto integrando man mano che le interviste e gli impegni di SenzaBarcode lo consentono, ma entro venerdì faremo un grandissimo passo avanti! e lascio qualche consiglio ai genitori, specialmente i non collocatari: analizzate il comportamento dei vostri figli, anche seguendo queste indicazioni: come riconoscere i segni della PAS nel Bambino

1. Il bambino mostra disagio quando è insieme al genitore alienato.
2. Fornisce risposte brevi senza interesse e coinvolgimento – sto bene. Si. No.
3. È aggressivo e irruente
4. È distratto e visibilmente spaventato.

Parliamo di Sanità e documentazioni: il Consenso Informato

La fine della coppia coniugale non significa la fine della coppia genitoriale: questa in sintesi il presupposto su cui si fonda la norma sull’affido condiviso.

Che queste fondamenta solide siano disattese preferendo continuare a costruire fragili palafitte di affidi monogenitoriali, realizzati attraverso la figura giurisprudenziale (e non normativa) del genitore collocatario che ha il pieno “appalto” del figlio, fa il paio con la tradizione di abusi edilizi tipicamente italiana.

In attesa di un “condono familiare” moltissimi genitori non collocatari devono navigare a vista destreggiandosi tra una selva di norme non chiare e confidando nella collaborazione dell’ex coniuge. Collaborazione che – lo ricordiamo – è sempre e comunque nel bene dei ragazzi.

 

Chi vive la condizione di “separat* con figli” può essersi trovato di accompagnare il minore per una visita medica, un ricovero o di essere informato dall’altro genitore della situazione (o non informato – e speriamo siano solo eccezioni, anche se ben sappiamo come stanno le cose in alcuni casi).

Trattandosi di pazienti minorenni il medico deve acquisire il consenso informato obbligatorio per legge rivolgendosi ai genitori per la firma sul documento. Senza la firma del consenso informato il medico non può procedere, fatte salve le condizioni di immediata necessità e pericolo di vita per il paziente.

Cosa dispone la norma a proposito dei consensi informati in tale caso?

Il Codice Civile sancisce che la tutela/potestà sui figli è esercitata di comune accordo da entrambi i genitori (art. 316, comma 2, CC) o da un solo genitore nei casi in cui l’altro genitore sia morto o decaduto o sospeso dalla potestà.

Nei casi di comuni trattamenti medici (visite, medicazioni, ecc.) può essere  sufficiente il consenso di uno solo dei genitori. Questo poiché si considerano questi fatti come atti di ordinaria amministrazione che possono essere compiuti disgiuntamente da ciascun genitore (art. 320 CC). In questi casi il consenso comune è considerato implicito.

 

Situazioni mediche più impegnative che richiedano la somministrazione si sostanze per le quali è necessario un consenso (es mezzi di contrasto o farmaci innovativi) o qualora siano necessarie manovre invasive (interventi e medicazioni avanzate) è necessario il consenso esplicito di entrambi i genitori.

Il caso più semplice ed ovvio è che il minore venga accompagnato da entrambi i suoi genitore e che entrambi siano d’accordo. In questo caso il medico acquisisce il consenso congiunto e procede.

 

NB Il consenso comune è sempre necessario in caso di genitori separati o divorziati o non conviventi, in base al principio che le decisioni di maggiore interesse per i figli relative all’istruzione, all’educazione e alla salute sono assunte di comune accordo (art. 155, comma 3, e 317, comma 2 – CC).

 

 

Poiché il diritto alla salute è primario, l’assenza o l’impossibilità di uno dei due genitori a rilasciare il consenso, (perché ad esempio lontano, impossibilitato a sua volta da condizioni di salute o di lavoro) non può essere una ragione sufficiente per non procedere, e d’altro canto non è prudente sospendere i trattamenti in attesa dell’altro genitore col rischio di generare una situazione di urgenza.

In questi casi è prevista l’acquisizione del consenso del solo genitore presente e capace (art. 317, comma 1 CC). 

 

In queste situazioni il problema, che anche medici e strutture ospedaliere hanno chiaramente percepito, è  quello della prova che l’altro genitore sia effettivamente lontano, impedito o incapace e perciò non possa prestare il consenso.

Acquisire tale prova potrebbe essere semplice: il genitore lontano potrebbe essere contattato telefonicamente ed invitato a mandare un fax in cui con firma autografa esprima il suo parere e confermi la difficoltà ad essere fisicamente presente.

Ove tale prova manchi, occorre, su ricorso dell’altro genitore, di un parente o del pubblico ministero dei minorenni, un provvedimento del Tribunale per i minorenni che sostituisca il consenso mancante dell’altro genitore.

Al fine di semplificare e snellire questa fase, si propone che il genitore presente compili e sottoscriva sotto la sua responsabilità un autocertificazione, attestante la condizione di lontananza o impedimento dell’altro genitore, che deve essere conservato insieme al modulo di consenso.

 

Certo è possibile che nel caso di genitori malevoli o “sottrattivi”  che impediscano o ostacolino la regolare frequentazione del minore con l’altro genitore, vengano negate informazioni essenziali. In alcuni casi per sostenere la tesi che l’altro sia una figura assente. Si sottolinea che le dichiarazioni mendaci sono punibili ai sensi di legge; a tale fine si ricorda che la Cartella Clinica è un atto pubblico, soggetto a controlli da parte degli organi amministrativi regionali, e che la falsa dichiarazione di lontananza o irreperibilità di un genitore è assimilabile al “falso in atto pubblico”.

 

Questo aspetto tra l’altro solleva questioni anche per i presidi sanitari che debbono tutelare se stessi ed i propri dipendenti anche dal punto di vista medico legale. L’attitudine diffusa è quella di avere sempre i due consensi o una attestazione olografa o certificata che motivi l’assenza rilasciata dal diretto interessato.

 

dott.ssa Arianna Brambilla

 

Pantheon – 8

Dal blog della Dott.sa Valentina Morana  

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Dicevamo che noi abbiamo l’apripista con un bel biglietto da visita, e l’Erudito. Oggi parliamo di donne guerriere che difendono l’affido condiviso e tutto ciò che ruota intorno. Siamo oltre il duemila e bisogna riconoscerle tra le donne, le guerriere, perché non portano la spada o l’ascia, né stivaloni o armature. O perlomeno non come se lo immagina la maggior parte della gente. Le donne del Movimento Femminile per la Parità Genitoriale insieme (…..) (continua a leggere qui)

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Manifestazione nazionale 4 ottobre 2012 Roma Pantheon (dalle 14:00 alle 20:00): “La bigenitorialita’ salva le famiglie dalla malagiustizia”

Questo è il nostro Comunicato Stampa per la Manifestazione

La società civile denuncia da anni la malagiustizia familiare, fatta di disapplicazione delle norme vigenti, ritardo nella discussione delle riforme, mancato riconoscimento della conflittualità unilaterale, mancato contrasto al fenomeno emergente delle false accuse, mancato contrasto alla manipolazione dei minori, abuso nei tempi e nei modi della collocazione extrafamiliare.

Genitori e professionisti, nonni ed operatori, donne e uomini adulti hanno strumenti per denunciare le criticità e proporre dei correttivi, attraverso azione di lobbying, formazione ed informazione nei convegni, nelle commissioni parlamentari e nelle piazze.

I figli minori sono oggetto dell’impegno costante di donne e uomini che converge su obiettivi comuni, ma non hanno un ruolo attivo. Non è lecito attendersi che un bambino di 6 anni scenda in piazza a manifestare il proprio disagio, ma ciò non significa che tale disagio non esista. È un disagio nascosto, strisciante, subdolo, per questo ancora più pericoloso.

La manifestazione del 4 ottobre 2012 al Pantheon (Roma) sovverte gli equilibri: DIAMO VOCE A CHI NON NE HA: I BAMBINI SCENDONO IN PIAZZA “MANIFESTIAMO PER I NOSTRI FIGLI”, le vittime reali della malagiustizia familiare.

Privati di un genitore o di entrambi… per il loro interesse?
Privati dei nonni… per il loro interesse?
Chiusi in istituto… per il loro interesse?
E poi coinvolti nelle false denunce, costretti ad incontri protetti, limitati nei rapporti con i genitori separati, inibiti nella loro libertà, spontaneità, genuinità, del loro diritto di essere bambini. È questo che il nostro Paese intende per “interesse del minore”?

Il disagio sociale generato dalle separazioni, dall’impoverimento dei soggetti coinvolti, dalla contesa dei figli e dagli attriti che ne derivano richiede misure urgenti e concrete.


Associazioni che parteciperanno all’evento:
ADIANTUM – Associazione Di Associazioni Nazionali per la Tutela dei Minori;
A. le F. – Aiutiamo le Famiglie;
Associazione Enzo Tortora;
Associazione Figli Contesi Italia;
Associazione Figlipersempre nazionale: Trentino Alto Adige-Lombardia-Lazio;
Associazione Genitori Sottratti Emilia Romagna;
Associazione Genitori Separati Novi Ligure;
Associazione Gesif Torino;
AMI – Associazione Matrimonialisti Italiani;
ANFI – Associazione Nazionale Familiaristi Italiani;
Associazione nonne e nonni penalizzati dalle separazioni;
Associazione papà separati Asti;
Associazione papà separati Torino;
Associazione Papà separati Liguria;
Associazione per le Nuove famiglie Cagliari;
Associazione papà separati dai figli Roma;
Associazione Papà separati Palermo;
CCDU – Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani;
CIATDM – Coordinamento Internazionale Associazioni per la Tutela dei Diritti dei Minori;
COLIBRI’ – Coordinamento Interassociativo Libere Iniziative per la Bigenitorialità e le Ragioni dell’Infanzia;
COMITATO CITTADINI CONTRO LA MALAGIUSTIZIA;
COMITATO PARIOPPORTUNITA MASCHILI;
Cuori in pace;
Donne per la Sicurezza Onlus;
FE.N.BI. – Federazione Nazionale Bigenitorialità;
Figli Negati;
Figli per Sempre – Como;
GESEF – GEnitori SEparati dai Figli;
GESIF FRIULI VENEZIA GIULIA – Genitori Separati, insieme per i figli;
Maennere Initiative del sud Tirolo;
MFPG – Movimento Femminile per la Parità Genitoriale;
Movimento dei forconi;
Movimento Papageno Svizzera Italiana;
Papà separati e figli;
Pronto Soccorso Famiglia Onlus;
TRIPLA DIFESA;
TU SEI MIO FIGLIO ONLUS.

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Anime Violate

Questa mia poesia nasce alcuni anni fa pensando al dolore che si provoca ai bambini quando non li si rispetta.

ANIME VIOLATE ©

Foglie a terra

s’inzuppano con l’acqua

di una pioggia leggera.

 

Un piede le calpesta

incurante

della loro bellezza.

 

Un raggio di sole

illumina il cielo mette in risalto

i loro splendidi colori

riportandole

ad una nuova vita.

Laura Besana

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A come Alleanza

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Dove manca la giustizia c’è la guerra. E’ una legge di natura, vale per tutti.

Una volta ho visto un documentario sulle iene: la capobranco era una vera e propria tiranna. Tutto il branco partecipava alla cattura delle prede ma solo lei mangiava quello che voleva e rigorosamente per prima, lasciando pochi avanzi per tutto il gruppo. Le altre iene erano perennemente affamate e nel tempo visibilmente denutrite. Cercavano più volte di modificare lo status ma venivano regolarmente aggredite e sottomesse. Anche quando alla caccia non partecipava la capobranco. C’erano però piccoli segnali di rivolta finchè un giorno, allo stremo delle forze, una iena si è ribellata contro la capa e l’ha aggredita. In poche frazioni di secondo tutto il branco la ha assaltata lasciandola mezza morta e da sola.  (…..) (continua a leggere qui)

 

 

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I carabinieri e la violenza domestica

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Dal sito dei carabinieri un documento sulla violenza domestica. Le forze dell’ordine, insieme alla vera scienza, sono quelle che hanno visibilità diretta della realtà familiare nel nostro Paese per motivi professionali. Si può osservare in questo scritto l’equilibrata restituzione di quello che osservano. Non c’è sbilanciamento nè in un verso nè nel suo opposto, perchè la verità e la realtà non sono sottomesse alla ideologia. (…..) (continua a leggere qui)

 

 

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Cenerentola sta raggiungendo lo scopo

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GRAZIE AL WEB LA ZUCCA E’ DIVENTATA UNA CARROZZA, E I NAVIGANTI FORMIDABILI CAVALLI DELLA PROPOSTA.

Dal blog  Centri Antiviolenza & Femminismo il seguente articolo. Ringrazio molto il blog per il sostegno e per la richiesta finale.

Nei prossimi giorni pubblichiamo la richiesta fatta ai vertici nazionali per quanto riguarda l’infanzia e la famiglia.

(…..) (continua a leggere qui)

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