La rana e lo scorpione

Uno scorpione doveva attraversare un fiume ma, non sapendo nuotare, chiese aiuto ad una rana che si trovava lì accanto.

Così, con voce dolce e suadente, le disse: “Per favore, fammi salire sulla tua schiena e portami sull’altra sponda.

La rana gli rispose “Fossi matta! Così appena siamo in acqua mi pungi e mi uccidi!

E per quale motivo dovrei farlo?” incalzò lo scorpione “Se ti pungessi tu moriresti ed io, non sapendo nuotare, annegherei!”

La rana stette un attimo a pensare e, convintasi della sensatezza dell’obiezione dello scorpione, lo caricò sul dorso e insieme entrarono in acqua.

A metà tragitto la rana sentì un dolore intenso provenire dalla schiena e capì di essere stata punta dallo scorpione.

Mentre entrambi stavano per morire la rana chiese all’insano ospite il perché del folle gesto.

Perché sono uno scorpione…” rispose lui “E’ la mia natura

 

L’origine e l’autore di questa favola non sono noti.
Variazioni della favola appaiono dell’Africa occidentale e nei racconti popolari europei.
La storia è spesso attribuita a Esopo; tuttavia, nelle sue favole, appaiono solo delle variazioni.
Uno studio pubblicato in una rivista tedesca nel 2011 indica una connessione tra la genesi della fiaba e la tradizione del Panchatantra, una raccolta di favole di animali risalenti all’India del III secolo a.C.

[fonte: Wikipedia]

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