SINPIA – Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza

La Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza ritiene opportuno esprimere il proprio parere in merito all’eco destata dalla recente sentenza n. 7041 del 20.03.2013 della Corte di Cassazione e dalle affermazioni ivi contenute circa la nozione di PAS (Parental Alienation Syndrome). In primo luogo, al di là dell’opportunità che l’autorità giudiziaria si sostituisca alla comunità scientifica nel rilasciare giudizi su argomenti altamente specialistici , si ritiene che il problema relativo all’esistenza o meno di una “sindrome” legata all’alienazione di una figura genitoriale venga posto in modo incongruo.

Fenomeni come il mobbing, lo stalking ed il maltrattamento esistono ed assumono valenze giuridiche a prescindere dal riconoscimento di disturbi identificabili come sintomatici.

La comunità scientifica e’ concorde nel ritenere che la alienazione di un genitore non rappresenti di per se’ un disturbo individuale a carico del figlio ma piuttosto un grave fattore di rischio evolutivo per lo sviluppo psicoaffettivo del minore stesso.

Tale nozione compare già nel DSM IV nel’Asse V tra i Problemi Relazionali Genitore – Figlio; e’ previsto il suo inserimento nella prossima edizione del DSM V all’interno della nuova categoria dei Disturbi Relazionali, in quanto il fenomeno origina da una patologia della relazione che include il bambino ed entrambi i genitori, ognuno dei quali porta il proprio contributo.

In secondo luogo, colpisce come la Suprema Corte abbia espresso il proprio parere senza fare riferimento ai criteri enunciati nella sentenza Cozzini (Cass. Pen. 17.09.10, n. 43786) la quale ha dettato i criteri per stabilire i criteri di scientificità di una teoria tra cui la “generale accettazione” della teoria stessa da parte della comunità di esperti.

Sotto questo profilo, si sottolinea come esista una vasta letteratura nazionale ed internazionale che conferma la scientificità del fenomeno della Parental Alienation, termine questo da preferirsi a quello di PAS; negli Stati Uniti ad esempio tale costrutto ha superato i criteri fissati dalle Frye e Daubert Rules per essere riconosciuti come scientificamente validi dalle competenti autorità giudiziarie.

La nozione di Alienazione Parentale e’ inoltre riconosciuta come possibile causa di maltrattamento psicologico dalle Linee Guida in tema di abuso sui minori della SINPIA (2007).

La SINPIA ribadisce come sia importante adottare le precauzioni e le misure necessarie, come impongono le recenti sentenze della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, per garantire il diritto del minore alla bigenitorialità e tutelarlo dagli ostacoli che lo possono minacciare .

Il disturbo Narcisistico

Riportiamo  nel nostro blog una serie di articoli pubblicati qui a firma di una nostra carissima amica.

Da senzabarcode.it

Il disturbo Narcisistico

di Sheyla Bobba

Mi trovo in obbligo di dettagliare alcuni dei “risultati” della violenza psicologica, almeno quelli che personalmente ho subito (e quindi conosco bene) e anche il Disturbo Narcisistico, che come detto nella tabella, affligge in primis l’alienante per poi “passare” anche, in molti casi, al bambino programmato.

Il Disturbo Narcisistico .

Il mito racconta che il crudele e vanitoso Narciso, dopo tutte le fanciulle e i fanciulli, respinse anche l’amore della dea Eco (che col cuore infranto si confinò tra i monti e le valli, di lei rimase solo la voce), Nemesi indignata per questo fatto, decise di punire il ragazzo. Fece si che crebbe in lui un’immensa sete, si avvicinò quindi ad una pozza e vide, per la prima volta, la sua immagine riflessa. Subito s’innamorò del meraviglioso fanciullo e più volte cercò di abbracciarlo. Quando comprese che l’immagine gli apparteneva e che quindi non avrebbe mai potuto dar sfogo al suo grande amore si lasciò morire tra le sofferenze più atroci, portando a compimento la profezia di Tiresia.

I criteri diagnostici del Disturbo Narcisistico secondo il DSM IV sono principalmente: una modalità pervasiva di grandiosità, nelle fantasie, nel comportamento ed uno stile relazionale basato sullo sfruttamento dell’altro. Per quanto riguarda i criteri diagnostici secondo il DSM IV TR andando un po’ di più nel particolare si deve dire che perché sia diagnosticato come disturbo di personalità è necessario che almeno cinque dei seguenti elementi siano presenti:

1. Ha un senso grandioso d’importanza (per es. esagera i risultati e i talenti, si aspetta di essere notato come superiore senza una adeguata motivazione)

2. E’ assorbito da fantasie illimitate di successo, potere, fascino, bellezza e amore ideale .

3. Crede di poter essere speciale e unico e di dover frequentare e poter essere capito solo da altre persone speciali o di classe elevata.

4. Richiede eccessiva ammirazione

5. Ha la sensazione che tutto gli sia dovuto, cioè la irragionevole aspettativa di trattamenti di favore o di soddisfazione immediata delle proprie aspettative.

6. Sfruttamento interpersonale

7. Mancanza di empatia, è incapace di riconoscere e di identificarsi con i sentimenti e le necessità degli altri.

8. E’ spesso invidioso degli altri o crede che gli altri lo invidino

9. Mostra comportamenti o atteggiamenti arroganti e presuntuosi .

I punti che ho sottolineato combaciano alla perfezione con il profilo del programmatore. Quindi, ribadisco, non è indispensabile andare ricercando una nuova “etichetta”. Il disturbo Narcisistico che affligge il programmatore spesso “contagia” chi ha subito la programmazione; oltre a creare un adulto disadattato, incorriamo nel fondato rischio di “generare” un Genitore Malevolo.

“Vendere il regno dei cieli per il potere è un patto con il Diavolo. Il narcisista lo accetta” Alexander Lowen.

Ora immaginiamo il regno dei Cieli (la cosa più bella che c’è nella vita), come un figlio e il potere come l’esclusività genitoriale sul figlio (stadio grave).

Direi che abbiamo spiegato la PAS.

PAS e violenza psicologica. Altri effetti

Riportiamo  nel nostro blog una serie di articoli pubblicati qui a firma di una nostra carissima amica.

Da senzabarcode.it

PAS e violenza psicologica. Altri effetti

di Sheyla Bobba

La violenza psicologica va intesa come tutto ciò che è pressione sulla personalità, emotività ed equilibrio del fanciullo. Tutto quello che può alterare la crescita e il giusto sviluppo delle predisposizioni. Il diritto del bambino non è solo esprimere le proprie emozioni ma viverle in modo genuino, non alterato e “programmato”, deve essere spontaneo, triste, felice, avere paura, crescere, scoprire, valutare. I genitori hanno diritto e dovere di accudire, mantenere, educare e lasciare sviluppare il figlio, consegnargli le indicazioni necessarie per comprendere la differenza tra giusto e sbagliato, non obbligarlo a vedere quel che loro desiderano; in pratica tutelare la sua crescita, gli aspetti più deboli della sua personalità emotiva.

La Dichiarazione dei Diritti del Fanciullo in sostanza dichiara:

1. Il bambino deve essere messo in grado di svilupparsi normalmente, materialmente e spiritualmente.

2. Il bambino che ha fame deve essere nutrito; il bambino malato deve essere curato; il bambino tardivo deve essere stimolato; il fanciullo fuorviato deve essere recuperato; l’orfano e l’abbandonato devono essere raccolti e soccorsi.

3. Il bambino deve essere il primo a ricevere soccorso in caso di necessità.

4. Il bambino deve essere messo in grado di guadagnare la sua vita e deve essere protetto da ogni sfruttamento.

5. Il bambino deve essere allevato nel sentimento che le sue migliori qualità dovranno essere poste al servizio dei suoi fratelli.

6. Il bambino ha diritto ad un’istruzione.

L’articolo 30 della C.I. Cita

“È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori dal matrimonio”

l’articolo 147 Codice Civile aggiunge che i genitori devono tener conto, nel processo educativo, ”delle capacità, dell’inclinazione naturale e delle aspirazioni dei figli”, l’articolo 155 del Codice civile” Anche in caso di separazione personale dei genitori il figlio minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno di essi, di ricevere cura, educazione e istruzione da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale”; inoltre il 572 del Codice Penale “Maltrattamenti in famiglia o verso fanciulli.

“Chiunque, fuori dei casi indicati nell’articolo precedente, maltratta una persona della famiglia, o un minore degli anni quattordici, o una persona sottoposta alla sua autorità, o a lui affidata per ragione di educazione, istruzione, cura, vigilanza o custodia, o per l’esercizio di una professione o di un’arte, è punito con la reclusione da uno a cinque anni. Se dal fatto deriva una lesione personale grave, si applica la reclusione da quattro a otto anni; se ne deriva una lesione gravissima, la reclusione da sette a quindici anni; se ne deriva la morte, la reclusione da dodici a venti anni”.

Se non esercitano il loro ruolo genitoriale (permettendo la bigenitorialità) queste madri devono rispettare le leggi della Costituzione e del Codice Civile e Penale! Come vengono inattesi l’Art. 30 C.I. Il 147 C.C., il 155 del C.C. È stato già ampiamente dimostrato; anche il 572 del Codice Penale naturalmente, possiamo parlare di maltrattamenti, ma evidentemente, anche di lesioni. Trovo ignobile che ancora oggi non vi sia del personale specializzato in questa materia 15Ci sono moltissime forme di disturbi psicosomatici di facile individuazione (molti anche tramite un semplice test di Rorschach16), che affliggono il bambino vittima di PAS (violenza psicologica) e il genitore alienante (dal narcisismo al disturbo di personalità ecc ecc) questi i disturbi/sindromi che maggiormente ho riscontrato nella mia esperienza:

PASaltri-effetti

Disadattamento

Riportiamo  nel nostro blog una serie di articoli pubblicati qui a firma di una nostra carissima amica.

Da senzabarcode.it

Disadattamento

di Sheyla Bobba

Giuseppe Santi fa risalire gli effetti di disadattamento allo stress implicito ma sopratutto alle modificazioni dei rapporti familiari e ai modelli interattivi nel periodo post separazione, addirittura in assenza di conflittualità, rimarca come l’assenza del padre crei gravi disturbi di disadattamento:

Disadattamento sociale : lo definisce il sintomo più massiccio per un comportamento delinquenziale antisociale, che interpreta come un effetto dello sviluppo anomalo del super-io, dato dall’assenza della figura paterna, del modello di identificazione e in sostanza la mancanza di disciplina.

Disadattamento psico-sessuale : i maschi evidenziano comportamenti sessuali inadeguati e uno sviluppo morale non conforme all’andamento dell’età. Le femmine atteggiamenti inadeguati nell’ambito delle loro relazioni eterosessuali. I ricercatori riportati nel testo da Santi, (Biller, Bahm, Santrock, Hetherington) ritenevano che la figura paterna fosse indispensabile per i maschi, senza la quale molto difficilmente avrebbe potuto apprendere, con processi di identificazione, i corretti comportamenti sessuali, assumendo con molta probabilità tratti femminei o condotte sessuali non adeguate nelle donne.

Disadattamento scolastico : i livelli di acquisizione ed elaborazione non possono essere raggiunti in quanto le “energie” sono impiegate nell’elaborazione del lutto; impedendo anche il raggiungimento dei normali stadi di apprendimento. I bambini si trovano quindi “indietro” rispetto ai compagni e non riescono a sfruttare le proprie capacità.

Negli anni sono stati riformulati e smentiti, nuovamente accreditati e modificati (ampliati) i disturbi. Il dato di fatto costante è che, tramite la PAS nel 90% dei casi, la figura del padre viene ghettizzata, ridicolizzata e vezzeggiata. Il maschio perde ogni riferimento, la femmina non ha un esempio di uomo. Si perde l’autorità, la severità e la figura di protezione. Si scardina la famiglia ma non solo quella in essere, si distrugge (agli occhi del bambino) il concetto di famiglia ed unione.

Pas e Somatizzazione

Riportiamo  nel nostro blog una serie di articoli pubblicati qui a firma di una nostra carissima amica.

Da senzabarcode.it

Pas e Somatizzazione

di Sheyla Bobba

Isabella Buzzi11 nel 1997, all’interno di “ Separazione, divorzio e affidamento dei figli” In Cigoli V., Gulotta G. & Santi G. (a cura di), Separazione, divorzio e affidamento dei figli, Giuffré, Milano, II Ed., 1997, pp 177-188, stila un capitolo fondamentale per lo studio della PAS, appunto dal titolo “la Sindrome di Alienazione Genitoriale”; questo articolo è citato nel documento presentato da William Bernet nel 2010 per l’inclusione della PAS nel DSM-V come la prima ricerca a carattere scientifico in Italia sulla PAS. Ritengo personalmente che, dopo 15 anni, vi siano purtroppo notevoli revisioni da  apportare all’articolo specialmente riferita all’età dei bambini vittima di PAS, lei riferisce l’inizio agli adolescenti, recenti verifiche denotano che si tratta di bambini dai 2/3 anni in avanti. Quel che interessa maggiormente a questa ricerca sono gli effetti dell’alienazione parentale, la Buzzi specifica che ci sono diversi fattori che operano da varianti:

• La severità del programma

• Il tipo di tecnica di brainwashing

• L’intensità del protrarsi del programma

• L’età del figlio e la fase di sviluppo al momento dell’inizio della programmazione

• La qualità del tempo trascorso nei conflitti coniugali.

Indipendentemente dal grado, la PAS, è maligna perché, oltre a non dare la possibilità (tempo, riflessione, serenità … ) per metabolizzare il lutto, è fonte inesauribile di rabbia, angoscia, ansie, malevolenza, ostilità … non dimenticando che, nel cuore di un bambino, è sempre presente la speranza che un giorno “tutto torni come prima”, questo sentimento si imbatte quindi nel senso di colpa per aver “maltrattato” uno dei genitori. Ed un altro fattore viene, troppo spesso, trascurato, verrà il giorno in qui il bambino (divenuto adolescente, adulto o anche anziano) svelerà a se stesso la realtà, affronterà tutto l’accaduto formulando, finalmente, una sua immagine dell’alienato. Un’immagine nuova sarà riformulata anche dell’alienante, nella maggior parte dei casi rifiutando quel genitore, restando nuovamente orfani e vittime di un secondo lutto. Ed ecco, un adulto spaventato, impaurito dall’amore, tartassato di sensi di colpa, senso di inadeguatezza … Sindromi come quello di Edipo, Elettra, Peter Pan, adulti introversi … i figli cercheranno di uscire da questo circuito di dolore certamente, ma nella stragrande maggioranza dei casi con atteggiamenti autodistruttivi, autocolpevolizzanti e autolesionisti … dando così vita ad un genitore alienante.

Da figli, vittime di PAS, si troveranno ad affrontare sentimenti molto potenti, dando quindi sfogo in ogni modo, dimostrando ostilità, rifiuto delle autorità, ricattatori e ricattabili, pessimi nello studio, disturbi dell’identità e sovente disturbati nella sfera sessuale.

Turkat e Gardner. Genitore – madre – malevola 2

Riportiamo  nel nostro blog una serie di articoli pubblicati qui a firma di una nostra carissima amica.

Da senzabarcode.it

Turkat e Gardner. Genitore – madre – malevola

di Sheyla Bobba

Qualora non si fosse in grado di “dimostrare” la Sindrome della Madre Malevola (o anche in aggiunta) si possono analizzare i sintomi da un differente punto di vista; la stessa visione la si può adottare (a mio pensiero anche più agilmente) sui sintomi identificati da Gardner.

Ad esempio: per il punto 2 definito da Turkat (La madre tenta semplicemente di impedire: le visite regolari dei figli al padre, le libere conversazioni telefoniche tra i figli e il padre la partecipazione del padre alla vita scolastica e alle attività extracurricolari dei figli) possiamo valutare una diagnosi di Narcisismo. È ormai appurato che uno squilibrio emotivo cronicizzato, può determinare durevoli alterazioni funzionali fino a lesioni organiche. Il modo più efficace per evitare queste ultime è agire direttamente sulla causa primaria, ossia l’emozione. L’emozione è accessibile, per sua naturale forma, esclusivamente all’intuizione e ai metodi psicologici. Dall’inappetenza, all’obesità, dalla sindrome da dolore addominale alle ulcere, dalla Sindrome Fibromialgica alla Depressione anaclitica, abbiamo una irritazione dovuta da un esubero di stress (distress), ossia un reazione aspecifica che fa aumentare la resistenza dell’organismo agli stimoli più
diversi, egualmente che sia d’origine traumatica, tossica, infettiva o emotiva.
Per ritornare nell’ambito primario di questa ricerca, valuto i disturbi psicosomatici nell’infanzia e nell’adolescenza:
1. dell’apparato oro-esofageo-gastro-intestinale (disturbi dell’appetito, anoressia, vomito, vomito del lattante, stitichezza cronica, ulcera peptica, colite ulcerative …)
2. E malattie dei tegumenti (dermatiti atopiche, eczemi , manifestazioni allergiche …)
3. Che colpiscono l’apparato respiratorio (asma bronchiale …)
4. Che interessano l’apparato cardio vascolare (tachicardia semplice, parossistica … )
5. Che interessano l’apparato articolare (artriti reumatoide, malattie reumatiche acute …
6. Che interessano l’apparato muscolare (inclusi disturbi posturali, dismorfismi …)
7. Che interessano l’apparato escretore (controllo della minzione, dell’evacuazione …)
8. Che interessano le ghiandole endocrine (obesità, diabete mellito …)
9. Caratterizzanti la sindrome di “inclinazione agli incidenti”
Questi primi punti hanno presto trovato aggiunte ed integrazioni, superfluo in questa sede dettagliarli tutti, l’indispensabile ora è essere a conoscenza dei grandi rischi cui stiamo conducendo non solo i bambini, quindi il nostro presente, ma il Paese tutto ed il nostro futuro.

Turkat e Gardner. Genitore – madre – malevola

Riportiamo  nel nostro blog una serie di articoli pubblicati qui a firma di una nostra carissima amica.

Da senzabarcode.it

Turkat e Gardner. Genitore – madre – malevola

di Sheyla Bobba

Le quattro definizione fornite da Turkat   sono la rielaborazione degli otto sintomi riconosciuti da Gardner.

É vero che esistono controversie sul riconoscimento della PAS, in quanto “Teoria di Gardner”, è altrettanto vero che le due Sindromi hanno la sostanziale differenza d’essere, la prima, a maggior danno e discapito del padre e la seconda si potrebbe definire una serie di comportamenti alienanti posti in essere dalla madre ai danni del marito, ma il dato di fatto sulla quale non è possibile porre opzioni è che, in entrambi i casi, a farne le spese sono i figli, comunque alienati e comunque programmati, anche se inconsciamente.

Da qui, con tale chiara descrizione, siamo moralmente obbligati in coscienza civile, a sostituire, nell’esigenza, la PAS con la Sindrome del Genitore Malevolo. In questa ricerca, indubbiamente, mi riferirò sempre alla Madre Malevola, essendo ormai nell’oltre novanta per cento dei casi il genitore alienante, ma questo principio vale sia per l’uno che per l’altro, indistintamente.

Sentenza del 3 settembre 2011, Giudice Unico Dottoressa Anna Mauro, Tribunale di Roma,

prima sezione civile nella causa n. 86094/2077

Nella mia Proposta B è chiaro come la figura del “Super-controllo” eviterebbe, oltre ai gravi danni ai bambini ed al genitore alienato, anche un notevole risparmio economico e di tempo. La preoccupazione è palesemente verso i figli programmati, la sindrome colpisce a livello individuale certamente ma di riflesso a tutta la società.

Un bambino vittima di alienazione sviluppa, come accennato e di seguito nel dettaglio, disturbi e psicopatologie che nel tempo prenderanno sbocchi quasi inimmaginabili. La mente ha controllo di tutto il corpo, anche il sistema immunitario ne viene compromesso sviluppando sindromi inorganiche ma anche malattie organiche. Oltre ad un popolo di malati, avremo una risposta economica catastrofica: spese mediche, assenteismo sul lavoro, apatia generale. Considerando che quasi 1 matrimonio su 3 finisce in divorzio, ad oggi a (aprile 2012) abbiamo una stima di quasi 5 milioni di padri separati con figli dai 3 ai 16 anni. Significa che tra meno di vent’anni quasi metà della popolazione adulta sarà malata e psicologicamente compromessa.

Abbiamo già valutato che la Sindrome della Madre Malevola non è necessariamente secondaria ad altro disturbo ma è riscontrabile tramite altri disturbi/sindromi, il tavolo di discussione si dovrebbe aprire diversamente a mio avviso.

In questi tempi si sta valutando se inserire o meno la PAD (Disturbo Alienazione Genitoriale) nel DSM V; Io propongo che si stilino invece delle linee guida universali per diagnosticare e verificare dove è presente un atto violento di manipolazione e programma. Questo nuovo piano di verifica impone tempi ristretti (indispensabili ad una diagnosi precoce, terapia mirata e recupero della vittima della programmazione e del genitore alienante), incalcolabile risparmio di tempo e denaro e specialmente la tutela dei diritti del fanciullo.

Sindrome del Genitore Malevolo

Riportiamo  nel nostro blog una serie di articoli pubblicati qui a firma di una nostra carissima amica.

Da senzabarcode.it

Sindrome del Genitore Malevolo

di Sheyla Bobba

Immaginiamo un contenitore dove all’interno inseriremo tutti i sintomi del bambino e gli atteggiamenti dell’alienante, ora diamo un nome a quel contenitore ossia: Sindrome del Genitore Malevolo
 (considerata già grave patologia da separazione)
Per mia impostazione mentale cerco di agevolare sempre tutti gli eventi, semplificando di rimando la soluzione. La domanda che ha scaturito questa ricerca fu “perché necessitiamo di una sigla come PAS, quando abbiamo già almeno una Sindrome che ben evidenzia l’esistenza di un adulto programmatore e manipolatore della mente di un bambino?”
Ira Daniel Turkat apre la sua descrizione di Madre Malevola così “Un divorziato ottiene l’affido dei figli e l’ex-moglie gli brucia la casa. Una donna che era in guerra col marito per l’affido, compra ai figli un gatto pur essendo a conoscenza che il marito è allergico a questi animali. Una madre obbliga i figli a dormire in macchina per “dimostrare” che il loro padre li ha portati alla bancarotta. Queste azioni illustrano uno schema di comportamento anomalo che si è manifestato sempre più frequentemente con l’aumento del numero dei divorzi di genitori con figli” (Sono certa che Turkat non aveva la più pallida idea di quello che nel 2012 le divorziate/separati madri malevole sono in grado di fare) … citando ancora Turkat:
… La definizione proposta abbraccia quattro principali modelli di comportamento, come segue:
1.Una madre che senza giustificazione punisce il marito da cui sta divorziando o ha divorziato:
a.tentando di alienare i figli dal padre
b.coinvolgendo altri in azioni malevole contro il padre
c.intraprendendo un contenzioso eccessivo
2.La madre tenta semplicemente di impedire:
a.le visite regolari dei figli al padre
b.le libere conversazioni telefoniche tra i figli e il padre
c.la partecipazione del padre alla vita scolastica e alle attività extracurricolari dei figli
3.Lo schema è pervasivo e comprende azioni malevole come:
a.mentire ai figli
b.mentire ad altri
c.violazioni della legge
4.Il disturbo non è specificamente dovuto ad un altro disturbo mentale, pur potendo coesistere con un altro
disturbo mentale distinto.

Effetti della PAS (seconda parte)

Riportiamo qui nel nostro blog una serie di articoli pubblicati qui a firma di una nostra carissima amica.

Da senzabarcode.it

Effetti della PAS (seconda parte)

di Sheyla Bobba

Effetti della PAS (seconda parte):

L’assenza di senso di colpa
Il bambino ha un comportamento psicopatico, privo quasi di sentimento, totalmente ripulito dal senso di colpa, umanità e debolezza. La campagna denigratoria verso l’alienato è ancora più impetuosa, la frase papà io ti odio, sei cattivo è di  per se dolorosa, se però a pronunciarla è un bambino dal volto privo di ogni segno di pentimento, ma anzi indurito e fiero, diviene mortale. Dal libro di Lorenzini Psicopatologia e educazione (1949) è chiaro come un atteggiamento psicopatico in età evolutiva porti ad essere un adulto psichicamente deviato, pericoloso per se stesso e la società; all’interno dello stesso libro i riferimenti dei suicidi in età adolescenziale che dettaglierò più avanti.
Gli scenari presi a prestito
Il bambino è consapevole che certe espressioni sono utili per restare nelle grazie dell’alienante, il più delle volte non ne conosce neppure il significato. Recentemente, confrontandomi con un padre separato, mi raccontava che sua figlia lo chiama “papà Parolisi, tu sei cattivo”, al di la della colpevolezza o innocenza di Parolisi, è indubbio che gran parte dell’opinione pubblica lo ritiene colpevole, certamente la madre e/o l’ambiente familiare della bambina in questione, che indubbiamente non sa che o cosa sia Parolisi, la bambina ha meno di tre anni.
Un altro caso eclatante fu una bimba di tre anni che, accompagnata dalla madre, denunciò il padre di averle toccato la farfallina, solo sei mesi dopo (di carcere per il padre) durante un colloqui con la CTU la bambina candidamente disse “si papà mi ha toccato la farfallina, ma io non so che cosa è la farfallina, me lo ha detto la mamma di dirlo ma non mi ha ancora spiegato cos’è”
Sono riportati casi dove i padri venivano accusati di aver detto parolacce, abusi sessuali, violenze fisiche … da bambini che, all’epoca dei fatti avevano meno di due anni, quindi evidentemente non potevano ricordare certi avvenimenti. Questo sintomo, individuato da Gardner, è a mio avviso, il raggruppamento della maggior parte dei precedenti, la dimostrazione plateale del lavaggio del cervello subito dall’alienante. Le patologie che ne possono scaturire sono molteplici e le analizzerò nei successivi capitoli.

L’estensione delle ostilità alla famiglia allargata del genitore rifiutato,
scontata ed inevitabile reazione ai sintomi e comportamenti precedentemente illustrati. Che sia per rifiuto (indotto) dell’alienato o che sia per paura, il bambino si mostrerà ostile con tutto il mondo dell’alienato. Della sua vecchia e nuova famiglia. Nella programmazione dell’alienante vengono compresi, appunto, anche i nonni, gli zii, gli amici vecchi e nuovi dell’alienato; un nuovo partner diverrà automaticamente pericoloso, peggiorativo dei rapporti genitore/figlio e, spesso, il reale colpevole della rottura del rapporto tra i genitori; anche se il rapporto si era interrotto anni prima, l’alienante spesso usa affermazioni tipo “adesso che ha la nuova fidanzata lo vedi che quello che diceva la mamma era vero? Non mi voleva bene papà” anche se la loro relazione si era interrotta da anni e per tutt’altri motivi.

Questo porta: mancanza di fiducia nel prossimo (anche il nonno che era tanto caro prima!), sfiducia nel proprio giudizio (prima papà era bravo, ma la mamma ha dimostrato essere cattivo), in pratica il bambino si trasformerà in un adulto guardingo, spaventato e perennemente chiuso; non mostrando i propri sentimenti non si rischia di restare delusi e feriti.
Finalmente si denota che il fenomeno della PAS è in realtà una concomitanza di disturbi psicologici che affliggono il genitore alienante; disturbi, sindromi, complessi e problematiche note e già trattate con terapie psichiche e farmacologiche. La teoria di Gardner (come spesso viene denominata), è diagnosi sufficiente per modificare sentenze d’affidamento condiviso o esclusivo, fino a decidere di privare il genitore alienante della potestà. Nello stesso modo la PAS (come la sindrome del Genitore Malevolo) è causa primaria di danni psicosomatici ai bambini. È dovere morale, civile e sociale prendere provvedimenti immediati; non è possibile permettere una programmazione che impedirà ai bambini di essere degli adulti “normali”.

Effetti della PAS – 1

Riportiamo qui nel nostro blog una serie di articoli pubblicati qui a firma di una nostra carissima amica.

Da senzabarcode.it

Effetti della PAS

di Sheyla Bobba

effetti

Effetti della PAS: La campagna di denigrazione.

Sminuendo e canzonando il genitore alienato si insegna al bambino a non avere rispetto per le autorità. Il genitore è per sua natura l’autorità massima agli occhi del bambino; l’esempio e la guida. Di rimando, il genitore alienante, diviene il potere assoluto e supremo, questo è sì una guida ma traviata e traviante; l’esempio e la guida dimostrano al bambino che è possibile trasgredire l’autorità e che si è e dimostra d’essere superiori.

Questo processo è basato sulle menzogne e sul fascino seduttivo del genitore alienante (sedurre dal latino seducere: ossia sviare).

Nel contempo si crea un morboso legame col genitore alienante, il bambino non è più in grado di formulare un suo giudizio e pensiero senza la strumentalizzazione dell’alienante.

Nel 90% dei casi l’alienante è la madre; questo costituisce un maggior pericolo per il bambino che per natura lega ad essa la concezione di giusto o sbagliato non ché di vita e nutrimento

La razionalizzazione debole

Il bambino è convinto che il genitore alienato sia sbagliato, cattivo; è lo stesso alienante che lo convince, gli riporta esempi e dimostrazioni (per lo più fasulle), si fa vedere triste, piange davanti a lui e per ogni cosa il colpevole è l’alienato (non posso comprarti le scarpe nuove perché tuo padre non mi da i soldi per mantenerti. Sono costretta a fare il doppio turno al lavoro e lasciarti dalla baby sitter per colpa di tuo padre…) quindi il bambino considera colpevole l’alienato per ogni sua carenza: materiale o affettiva: Se la mamma è triste e non pensa a me è tutta colpa di papà.

Il bambino ne è quindi oltremodo convinto, ma non consapevole, le sue tesi, accuse e convinzioni sono basate solo sul pensiero dell’alienante e quindi deboli.

La mancanza di ambivalenza

Tutte le negatività della vita del bambino e dell’alienante, ma anche della sua famiglia (vedi ottavo sintomo) sono assolutamente in capo all’alienato. Ogni positività è merito dell’alienante. La mancanza di ambivalenza porterà il bambino ad essere un adulto non in grado di valutare il giusto e sbagliato.

Il fenomeno del pensatore indipendente

Inculcare nella testa del bambino che è lui e solo lui l’autore dei pensieri contro l’alienato è parte integrante della programmazione. In questo modo l’alienante avrò sempre dalla sua parte il bambino, che lo difenderà in ogni occasione, dimostrando quindi sia di essere intelligente e superiore ad ogni condizionamento, sia che l’alienato stesso, rivendicando i pensieri all’alienante, lo consideri stupido e malleabile.

L’appoggio automatico al genitore alienante
Unendosi al genitore alienante ha la certezza che non sarà mai vittima e debole come l’alienato, sarà sempre protetto; anche qualora il bambino pensasse che l’alienante è spregevole nei suoi modi o pensieri continuerà a spalleggiarlo e farsi proteggere. Quando un bambino (meno del 40% dei casi) riconosce il comportamento dell’alienato come deprecabile ha paura a ribellarsi, l’alienato è debole ed assente, l’alienante sempre presente e forte. Possiamo definirlo come il fenomeno di identificazione con l’aggressore.