La puntata della LID. Senza Barcode portavoce del Diritto di famiglia

DA www.senzabarcode.it

Chi conosce Senza Barcode lo sa molto bene, chi non lo conosce avrà la possibilità di scoprirlo, dopo aver lanciato il sasso non nascondiamo la mano. Ieri abbiamo pubblicato un articolo con l’intervista ad Adriana Tisselli, Laura Besana e Sheyla Bobba, riguardo al diritto di famiglia; oggi ci è sembrato giusto riportare l’intervento della stessa Laura Besana, di ieri sera, 19 Febbraio, a Radio Radicale.

radioradicale

In particolar modo laura è stata ospite radiofonica della trasmissione della LID -Lega

Italiana Divorzio breve- condotta da Diego Sabatinelli e da Alessandro Gerardi, ore 22:30 cui Senza Barcode ha dato più volte voce.

Laura ha ripresto i passi salienti della nostra intervista, specificandoli e puntualizzando alcuni aspetti, e credo che sia importante anche per noi fornirvi queste ulteriori parole. Gli incontri promossi da FigliperSempre, l’associazione di cui Laura è presidente, nella sezione di Milano-Brianza, per aiutare i genitori in via di separazione a gestire le emozioni negative, hanno avuto anche il supporto di madri e padri portatori della loro esperienza già vissuta, per aiutare nel percorso altri genitori. E credo che questo sia un forte segnale  a livello della società. Sempre di esperienza condivisa si parla nel progetto che ha come protagonista la scuola, quella dei ragazzi che sono la vera figura da capire e supportare. Laura, nel suo intervento, ha anche parlato del libro di Vittorio Vezzetti, pediatra, coofondatore dell’associazione, Nel nome dei figli, libro che descrive una situazione agghiacciante, il cui apice di tragedia è toccato da come lo Stato e la magistratura gestiscono il Diritto di Famiglia. L’intervento si è concluso con una riflessione sulla legge 54, una buona legge, nata inizialmente per promuovere la bigenitorialità, ma rovinata dall’ultima fase che lascia la discrezione ai giudici. Discrezione che può fare, e che, purtroppo, spesso, fa danno.

La trasmissione si era invece aperta con un altro intervento telefonico, quella del Professore e Avvocato Gulotta, esperto in materia e pioniere in Italia ad affrontare certi temi.

download

Il professore ha spiegato che il primo passo fu fatto quando la famiglia venne considerata come gruppo e non più come sommatoria di individui. Altro fattore da valutare, adesso ovvio ma all’epoca di difficile accettazione per gli addetti ai lavori, fu la capacità genitoriale, ossia un’analisi di tipo relazionale. Gulotta ha parlato poi della PAS -Sindrome di Alienazione Parentale, cui Senza Barcode dedica un’intera rubrica – non come sindrome, ma come situazione emotiva del bambino, e ha sottolinea il grande paradosso di questa. Se l’influenza del genitore è davvero forte è quasi impossibile dimostrare in tribunale che il fenomeno esiste. Il professore ha anche ricordato una sua proposta che anni fa fece scalpore ma che fu ripresa successivamente: la necessità di confermare i matrimoni laici ogni tot anni; proposta che rivoluzionerebbe il modo di vivere il matrimonio. Ennesimo punto amaramente toccato è stato la questione deidiritti in Italia e di come il nostro Paese sia “Sorvegliato Speciale” da parte dell’Europa per questo. Secondo l’articolo 8 della nostra Costituzione, lo Stato deve garantire al genitore non collocatario di poter vedere il figlio, ma ciò non accade, spesso i bambini diventano ostaggi. Le ultime parole del Professore hanno esulato da diritto di famiglia, in un modo a mio vedere molto bello; egli ha salutato la redazione spezzando una lancia a favore della battaglia per il sovraffollamento delle carceri.

La puntata della LID può dirsi qui conclusa ma Senza Barcode è rimasto in ascolto ancora un poco, seguendo Filo Diretto, sempre condotto da Diego Sabatinelli e Alessandro Gerardi, durante il quale viene data la possibilità a tutti gli ascoltatori di prendere la parola. Nel corso dell’ora successiva si sono toccatimolti temi, dal diritto di famiglia, all’amnistia a questa strana campagna elettorale; vi riportiamo qui i punti salienti sperando che essi siano utili, come ogni volta il nostro intento è l’invito alla riflessione.

Rimaniamo in tema di diritti: un ascoltatore ha ricordato l’importanza di dare anche i gay la possibilità di adottare un bambino, mentre un altro ha menzionato i diritti dei disabili. Un terzo ha riportato che anche la Francia sta aspettando migliorie in tema di diritto di famiglia, ma io mi vorrei soffermare su un’affermazione che riprende un vecchio spauracchio delle forze conservatrici.

C’è una certa convinzione che, permettendo il Divorzio breve, il numero di questi aumenti.

In studio è stato ricordato, in questa occasione, che Bersani, se il PD sale al governo, ha promesso importanti riforme in tema, entro un anno. Le stesse che promette da molto.

Sempre in tema diritti riporto la riflessione di un ascoltatore che ha dichiarato di essere leghista: In italia i detenuti stranieri sono 35 su cento, perché non scontano la pena nel loro Paese? A partire da ciò due considerazioni sono emerse dalle parole di Diego Sabatinelli e Alessandro Gerardi; molti detenuti stranieri hanno chiesto di poter scontare la pena nel loro Paese di origine maciò non è stato possibile, per motivi economici e logistici di spostamento -gli accordi internazionali  inerenti alla questione sulla carta esistono- ma il punto principale è un altro: i diritti umani dei detenuti, italiani o stranieri che siano, riconosciuti dalla legge, non vengono rispettati. Questo è il problema.

Poi la trasmissione e le telefonate si sono incentrate sulla campagna elettorale che sta volgendo al termine –la campagna elettorale delle elezioni farsadice un ascoltatore da Frosinone- e in particolare il successo di Grillo e del movimento 5 stelle. E’ giunta una telefonata da Milano dove in Piazza Duomo c’erano 100000 persone entusiaste. Anche qui, alcuna domande dalla redazione.

La prima è retoricamente una mera considerazione storica, anche negli anni ’30 le piazze erano piene, ciò è la cartina tornasole del populismo. Ma torniamo ai giorni nostri: Grillo ha preso L’italia “per la pancia” e in ciò è stato bravissimo, ma in due anni, in cui alcuni suoi uomini sono nelle amministrazioni locali, non hanno portato a galla nessuna nefandezza; i Radicali non radunano in piazza 100000 persone ma con solo due persone alla Regione Lazio, Rossodivita e Berardo, hanno innescato la miccia per far esplodere lo scandalo Fiorito-Maruccio  e far cadere la giunta Polverini. Cosa è più importante?

Un altro ascoltatore ha invece ricordato che questa campagna elettorale si è basata su talk show su temi non costruttivi, ma su dati, calcoli, convenienze e tornaconti. Da quali si è distinto Marco Pannella nell’incontro del 18 Febbraio aTribuna Politica, durante il quale ha parlato di idee.

La trasmissione sta volgendo al termine, arriva un ultima telefonata per osservare che non era stato menzionato il caso Zingaretti –di cui Senza Barcode si è occupato largamente in precedenza-, quindi i conduttori hanno ricordato brevemente le parole degli ultimi giorni che vedono il candidato PD dalla Regione Lazio accusato di aver avuto un comportamento poco trasparente nel periodo antecedente la sua elezione a Presidente della Provincia. Qui è terminata la trasmissione, anche se molto altro ci sarebbe stato da dire; ci auguriamo di avervi lasciato almeno buoni spunti su cui riflettere.

Scritto il 20 febbraio 2013 da 

Tisselli, Besana, Bobba Vs male del genitore malevolo. PAS

Da www.senzabarcode.it

Scritto il 19 febbraio 2013 da 

In questo momento di campagna elettorale agli sgoccioli, per tornare a uno dei temi più cari a SenzaBarcode, il Diritto di Famiglia, abbiamo nuovamente parlato con Adriana Tisselli – presidente e fondatrice del Movimento Femminile per la Parità Genitoriale, da noi già intervistata nel mese di Dicembre.

Adriana ci ha rivelato di essere delusa dai programmi elettorali, in tema diWelfare, che risultano, invece, molto scadenti. Di questi problemi si parla poco, in modo generico, gli stessi candidati non sono troppo informati in alcune tipologie di argomenti, c’è molta demagogia e poca sostanza. Una pura corsa al voto costituita da meri espedienti come, a parer di Adriana, la legge sul femminicidioNello stesso Paese che bocciò la legge sull’omofobia. Quest’ultima era definita incostituzionale solo un paio di anni fa, creava infatti discriminazioni positive -violazione dell’articolo 3 in cui si afferma che tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge- ma entrambe si riferiscono a una specifica fetta della popolazione. Quale è la differenza? Forse che i voti delle donne sono più importanti di quelli dei gay? Oppure è perché non si contrappongono all’elettorato cattolico?

tisselli Il problema, dice Adriana, è la prevenzione che non esiste, il disinnesco della violenza non è efficace, non c’è supporto

sufficiente, esistono filoni su cui si dovrebbe lavorare in modo costruttivo e invece vengono dimenticati. Anziani, disabili, persone con disagi psichici, non c’è tutela in Italia per loro e per le famiglie che li circondano.

Un’altro settore importante è la scuola, mai viene nominata come investimento. C’è la crisi e ci sono i tagli. Nessuno pensa, però, che il tempo pieno con orari più lunghi permetterebbe anche alle donne di lavorare full time e il PIL aumenterebbe. Il Welfare non è solo denaro in uscita, è anche investimento sulle risorse. Questione spinosa è inoltre la richiesta dell’obbligatorietà dei congedi parentali ad entrambi i genitori, come in molti altri Stati europei già succede. In Parlamento non se ne parla e il nostro mondo del lavoro è sempre più focalizzato su persone sole, non su famiglie. Avere un figlio coincide ormai con una forte penalizzazione lavorativa e questo non ha senso.

Abbiamo chiesto ad Adriana quali sono gli attuali progetti del MFPG e lei ci ha  accennato che molto bolle in pentola, anche se per adesso non ci svela niente.

Siamo molti entusiasti. Un periodo di crisi come questo impone anche certe riflessioni, e stiamo percependo molto interesse da parte dei nostri interlocutori. La nostra è una grande battaglia culturale affinché si smetta di parlare di genere e si inizi a parlare di persone -veri mattoni della società- e le famiglie -usando questa parola volutamente al plurale: tutte le tipologie di famiglie– vengano considerate le cellule dalla società.

Per Adriana e il MFPG è anche un intenso periodo di collaborazioni, sia con le istituzioni, anche d’Oltralpe, cui sta cominciando un fecondo dialogo, sia con altre associazioni. Tra queste c’è Figli Per Sempre, di cui abbiamo incontrato la presidente della sede di Milano, Laura Besana. La sinergia sviluppata a partire dalle stesse tematiche – anche se con tagli differenti – ha permesso un grande lavoro in tandem, come si evince dalle parole di entrambe le nostre intervistate. L’interazione è così forte che Adriana Tisselli fa parte anche del direttivo di ”Figli Per Sempre” e Laura Besana anche del direttivo di MFPG.

imagesLaura ci ha parlato invece di Figli per Sempre, associazione nata a Varese nel 2005, che inizialmente si è occupata diincontrare i genitori in via di separazione per insegnare loro a gestire le proprie emozioni negative e per fornire un supporto legale e psicologico attraverso esperti e mediatori. Attualmente invece, l’attività principale è quella dell promozione della bigenitorialità, attraverso convegni e conferenze. E’ fondamentale educare e insegnare; l’informazione, spiega Laura, è il primo passo verso la prevenzione. A breve invece sarà intrapreso un progetto in collaborazione con gli insegnanti per capire quanto gli studenti portano nella aule del loro vissuto.

A completare la triade c’è Sheyla Bobba, che con Adriana e Laura collabora e ha collaborato, fondatore e direttore di Senza Barcode, in cui ho l’onore di scrivere, da sempre attenta al diritto di famiglia. Abbiamo parlato anche con lei.

Sheyla è anche una scrittrice e uno dei suoi ultimi lavori è Post Scriptum, dove analizza i divorzi e i conflitti ponendo, dopo anni di studi ed esperienze, l’attenzione sulla PAS e sulla violenza psicologica.

Io non sono  una psicologa o una titolata  ma una che titolo, pergamena e medaglia li ha conquistati “solo” sul  campo; con onestà intellettuale, dignità e un minimo di intelligenza basta vedere e ricercare anche i recenti studi ed “esperimenti”, consiglio quello di Lavadera a Roma e la lettura di questo articolo. Ora, come fanno femministe, sostenitori del NO Gadner e fantasiosi “psicologi”  a ripetere  “la mamma è sempre la mamma” o peggio “madre vuol dire amore”? La PAS esiste! chiamatela lavaggio del cervello, stupro mentale o come vi pare. Esiste un genitore malevolo a tal punto da distruggere un figlio per i suoi pruriti; il più delle volte è la madre a farlo.

images (1)Parlando di questi argomenti Sheyla si arrabbia sempre, ci siamo fatti dire come mai.

Sono nauseata e schifata Giulia! Io ho visto molti volti, anche allo specchio, di bambini non amati, di bambini che pregavano tra le lacrime chiedendo aiuto. Piccoli che volevano essere salvati, allontanati dalle mani di certe madri/genitori. Per questo ammiro Adriana e Laura. Loro continuano con MFPG a “scremare” le donne, cercano di aiutare tanto i maschi quanto le femmine – non ho volutamente indicato madri e padri – loro fanno sacrifici mentre c’è chi ha solo la capacità di urlare… pare quasi temano d’essere scoperti a far chi sa cosa, con i soldi di chi sa chi …

Ma non è solo questo che la turba, c’è qualcosa di più. Ci vuole un poco perché lo ammetta ma alla fine…

Esatto; sono arrabbiata perché la politica ora non può aiutarci essendo tutti impegnati nella campagna elettorale, preoccupata che chi realmente ha fatto e può fare resti fuori dai palazzi, e sono ansiosa… non vedo l’ora di poter sviluppare i tanti progetti che abbiamo con MFPG: per ora posso dire cheSenzaBarcode ne è voce… a tutto volume!

Invece per quanto riguarda la Pas, sentiamo quale è la sua esperienza e cosa è, in breve, questa terribile sindrome.

Consiglio di seguire con attenzione la nostra rubrica ”Analisi alienazione“, che sto integrando man mano che le interviste e gli impegni di SenzaBarcode lo consentono, ma entro venerdì faremo un grandissimo passo avanti! e lascio qualche consiglio ai genitori, specialmente i non collocatari: analizzate il comportamento dei vostri figli, anche seguendo queste indicazioni: come riconoscere i segni della PAS nel Bambino

1. Il bambino mostra disagio quando è insieme al genitore alienato.
2. Fornisce risposte brevi senza interesse e coinvolgimento – sto bene. Si. No.
3. È aggressivo e irruente
4. È distratto e visibilmente spaventato.

„Il padre “rifiutato” dalla figlia davanti scuola: “Vi racconto il mio inferno“

Padre separato rifiutato da figlia scuola media Mestre

Il padre “rifiutato” dalla figlia davanti scuola: “Vi racconto il mio inferno”

Da luglio 2011 l’undicenne ha troncato ogni rapporto con lui. L’avvocato Delmonte: “Manipolata dalla madre”. L’uomo, in affidamento congiunto: “Voglio darle il diritto di avere due genitori”

di Gabriele Vattolo – 19 ottobre 2012
L'avvocato Tomas Delmonte

L’avvocato Tomas Delmonte

Mestre come a Cittadella? Forse. Certo, la storia della bambina di undici anni che si è rifiutata di parlare con il padre martedì scorso fuori dalla scuola media Giulio Cesare, anche se non in punta di diritto, qualche assonanza sembra avercela. Al centro, però, rimane sempre una bambina, con i suoi diritti e i suoi bisogni. Per questo suo padre, che quella mattina ha avuto un alterco con una professoressa dell’istituto che non gli permetteva di parlare con la figlia, ha voluto spiegare come sono andati i fatti e l’inferno personale in cui è piombato da quando, da luglio 2011, la piccola non ha più voluto recuperare un rapporto con lui.

“Prima di tutto il mio assistito sente il dovere e non il diritto di essere genitore – spiega l’avvocato veronese Tomas Delmonte – Per questo si trovava davanti alla scuola. Per questo spesso si è ridotto a salutarla con la mano in lontananza”. Una storia complessa, come tutte le storie che hanno origine da una separazione. Papà e mamma della undicenne si separano sette anni fa. Consensualmente. Poi, in questi anni, nei confronti dell’uomo partono undici denunce, tra segnalazioni della scuola (di carattere amministrativo) e esposti della coniuge. Nove di queste vengono subito archiviate.

Nel 2006 arriva la prima denuncia, poi nel 2008 la richiesta della donna di togliere la potestà genitoriale al compagno. Passano due anni. Il tribunale dei minori rigetta il ricorso della madre, togliendo anche l’obbligo di pagare l’assegno di mantenimento al padre, in quanto, avendo l’affidamento condiviso, il 40% del tempo la piccola lo passa con lui. Nel 2010, poi, parte una segnalazione dei servizi sociali che, sulla scorta delle dichiarazioni della madre, avverte la Procura che qualcosa non andrebbe per il verso giusto. Si arriva al 2012, con la richiesta del tribunale dei minori di approfondire la situazione, attraverso anche degli incontri “congiunti” tra tutti e tre i soggetti in campo: madre, padre e figlia.

Nel mezzo, però, qualcosa è successo. La figlia da luglio 2011 non vuole più parlare con il padre. Il motivo? Mistero. Secondo l’avvocato Delmonte tutto è da ricondurre al tentativo “scientifico” della madre di tagliare ogni legame della bimba con lui. I servizi sociali quindi non possono far altro che “fotografare” la situazione e, a fine settembre, consegnare la propria relazione al tribunale.

“Io mi espongo non per me. Ma per mia figlia – spiega l’uomo – perché lei ha diritto di aver un padre e una madre. Con questo comportamento, invece, la mia ex compagna non le permette di aver un altro punto di riferimento”. Nessun “teatrino”, nessuna azione eclatante. E nemmeno nessuna denuncia: “Zero a zero vince il genitore affidatario (la madre, ndr) – spiega l’avvocato Delmonte – noi vogliamo invece che siano salvaguardati i diritti della bambina”.

Come? Dopo undici tra denunce e segnalazioni in cinque anni, dopo aver perso il rapporto che aveva con la figlia, il padre della undicenne ha depositato istanza di divorzio in tribunale. In modo da determinare un altro processo “parallelo” alternativo a quello già in piedi al tribunale dei minori. Con una peculiarità però: la sentenza del tribunale Civile è “più forte”. In questo modo il legale del padre depotenzia il procedimento attualmente in corso. La richiesta è di ottenere l’affidamento della figlia, anche se non esclusivo, e che la stessa venga ospitata per tre settimane in una casa famiglia con personale qualificato che permetta l’attuazione del cosiddetto “metodo Washak“, in cui si aiuta il bambino a recuperare un rapporto con il proprio genitore. Una pratica sperimentale in voga negli Stati Uniti.

Tra passaggi legali e rapporti dei servizi sociali, però, la protagonista della storia è sempre lei: una bimba di undici anni contesa. E un padre terrorizzato dall’idea di non vederla più.

Fonte mestre.veneziatoday

Diario di una psicologa disoccupata

Davvero interessante da leggere ……..

Dal Blog LISOLACHENONCE’

Prendo spunto da una riflessione fatta ieri sera ma pensata da alcuni mesi, per approfondire un certo tema.

Ieri notavo che su faceboock è pieno di vignette che prendono in giro Misseri.

Probabilmente sono vecchie vignette elaborate l’anno scorso…chissà…o forse elaborate da qualcuno che non cambia mai canale e non capita mai su “La vita in diretta”…trasmissione che a me non piace perchè la trovo un po’ troppo pettegola…Però è proprio li che ho visto Misseri qualche giorno fa.

Chi non lo vede da un po potrebbe stentare a riconoscerlo.

Io vedendolo sposso al Tg ho notato subito che l’allontanamento della moglie e della figlia hanno avuto su di lui degli effetti così miracolosi che confermano la mia ipotesi delle relazioni tossiche.

Misseri non è solo un po’ ingrassato: è disteso, rilassato, ringiovanito! Persino la sua espressione ha guadagnato intelligenza. Praticamente sembra un’altra persona! E’ totalmente diverso da quel contadinotto dall’aria idiota, che sembrava quasi sporco in viso.

Una cosa è certa, che fosse succube della moglie e della figlia questo si capiva benissimo, ma guardatelo ora! E’ disintossicato, si è ripreso la sua volontà e il suo diritto di essere entità pensante.

Al di là dei fatti di cronaca mi concentro solo su quello che vedo e su ciò che questo suscita in me.

Non dico che sia innocente, ma abbiamo visto tutti la scena in cui sua moglie gli ordina  di chiudere la porta e lui senza neanche pensarci “esegue l’ordine”.

E’ una sorta di ipnosi.

Dopo aver fatto il corso ho capito tante cose!

Toglietevi dalla mente il pendolino, e a me gli occhi, e Giucas casella, lasciatelo a casa sua.

L’ipnosi è un’altra cosa!

Possiamo ipnotizzarci a vicenda senza neanche accorgercene , semplicemente dialogando.

Figuriamoci col partner!

Probabilmente Misseri era caduto in un vortice ipnotico perenne e tossico che stava devastando il suo fisico e la sua mente.

E tolto dalla fonte tossica è praticamente rinato!

Come quando una pianta sta lentamente soccombendo per via delle erbacce e la si libera, e allora la pianta stende tutte le sue foglie che diventano quasi più larghe, si tendono verso il sole e la pianta diventa più verde.

Ovviamente questi processi ipnotici non vengono fatti apposta.

Succedono nel momento in cui una personalità tossica incontra una personalità un po’ più debole.

Scatta l’innamoramento e probabilmente ci si resta intrappolati, senza uscirne, senza risvegliarsi per scoprire ( come dico sempre ) che anche l’altro fa la cacca. Ed ecco che piano piano il corpo comincia a dare segni di cedimento per cercare di segnalare il pericolo!

Bisognerebbe davvero analizzare una foto di Misseri prima e dopo la moglie! Se ci prestate attenzione è lampante! Una sorta di miracolo…come se la sua mente e il suo corpo si fossero proprio liberati dalle tossine.

Alcune relazioni vengono definite disfunzionali, ma io credo che quando anche il corpo comincia a cambiare e a modificarsi, quando il sistema immunitario si abbassa e in concomitanza alla relazione appaiono anche disturbi di vario tipo…che possono degenerare anche in tumori…allora si possa parlare di relazione tossica.

Una relazione inquina il corpo e l’anima e di cui ci rendiamo conto quando grazie a dio la relazione finisce e allora notiamo subito che qualcosa cambia nel nostro corpo…e lentamente si trasforma in un corpo bellissimo!

Misseri ne è la prova. E non solo lui…

Dunque da questa riflessione parte il mio invito a tutti voi, state attenti e ascoltate bene cosa vi dice il vostro corpo e il vostro istinto. Dentro di noi ci sono sempre le risposte giuste. Ascoltandoci impareremo a seguirle. Se notate che succedono cose strane durante una relazione, come strani disturbi, e salute cagionevole, fatevi le analisi e meditate bene. Le relazioni tossiche a lungo andare ci uccidono prima dentro e poi fuori.

(…..) (continua a leggere questo Autore  qui)

ΦφΦ

Associazione

DonneContro – Movimento Femminile per la Parità Genitoriale

SEGUICI SU

www.bigenitorialita.eu

www.bigenitorialita.info

www.mfpg.it

www.donnecontro.it

Sito: www.donnecontro.info

Blog: bigenitorialitaedintorni.wordpress.com

Pagina Facebook: www.facebook.com/pages/movimento-femminile-per-la-parita-genitoriale

Gruppo Facebook: www.facebook.com/groups/donnecontro

Lettera aperta alle Forze dell’Ordine

 

 

Buongiorno,

in merito ai fatti recentemente occorsi a Cittadella e la vicenda del minore portato via da scuola che, non del tutto imprevedibilmente, si stanno replicando in altri contesti e regioni, vorremmo esprimere il  nostro appoggio alle forze dell’Ordine.

Siamo consapevoli che siete chiamati ad un lavoro difficile, reso ancora più complicato dal fatto che svolgerlo significa anche essere mandati allo sbaraglio non come “uomini in divisa” ma   –   soprattutto –  come persone.

Persone dotate  di cuore e di convincimenti personali a proposito di questioni delicate, ma anche consapevoli e informati sulla complessità dei fatti e delle motivazioni che spingono ad un agire che può apparire eccessivo.

In effetti, il metodo è parso sproporzionato perché applicato ad un bambino.

Ma oltre a questo ci è arrivata anche la sensazione che siate stati lasciati soli ed impreparati davanti all’aggressività dei media e delle evidenti strumentalizzazioni di alcuni soggetti che, forse, con scaltro opportunismo, individuano nel vostro operato il capro espiatorio per non fare luce sulla questione delle separazioni conflittuali dei coniugi con figli. La legge attuale (54/2006) – benché migliorabile (DDL 957 ora in esame al Senato) – non è deprecabile: deprecabile invece è il fatto che venga puntualmente disattesa per “consuetudine”, per “prassi”, per “interpretazione”.

Il sistema è farraginoso, lento e pigro; impastoia il vostro operato e, soprattutto, ingabbia per anni la vita ed i sentimenti delle persone (adulti e bambini) perché non si è in grado – o, forse, non si vuole – adeguarsi alla società contemporanea e cominciare a considerare tutti PERSONE UGUALI, preferendo tutelare gli uni più degli altri in virtù di una logica obsoleta inquinata da pregiudizi sessisti.

Far rispettare la legge è necessario. Purtroppo qualcuno sta tentando di far passar il messaggio che esistono 2 tipi di legge: una ammissibile e una che non lo è perché contraria alle “abitudini” consolidate.

Da qui al reclamare leggi diverse a seconda del sesso, dell’etnia, dello stato sociale, della religione, delle abitudini alimentari… il passo è più breve di quanto non si pensi.

Le persone dovrebbero essere tutte uguali, vi dovrebbe essere la certezza del Diritto e della Pena, ma questo ormai sembra solo un retaggio risorgimentale.

Un retaggio ipocritamente sbandierato per festeggiare il 150° dell’Unità d’Italia, ma non per ricordare che tutti i cittadini (uomini, donne, madri e padri) sono, o meglio, dovrebbero stare, agli occhi della Giustizia, sullo stesso piano e ugualmente perseguibili, se sbagliano.

La Giustizia è rappresentata bendata Perché la Giustizia “vede” con gli occhi della Mente e non deve farsi   influenzare dalle apparenze.  A qualcuno invece piacerebbe   una Giustizia accecata,  e magari asservita ai media.

Chiediamo che, alle Forze dell’Ordine, siano forniti strumenti per agire con competenza e opportunità ed umanità e tutta la professionalità dovuta in casi come quello di Cittadella, ma anche che le Forze dell’Ordine non debbano pagare i costi di una giurisprudenza così arroccata in una torre d’avorio da sembrare di aver abdicato al suo primo dovere: la tutela del cittadino.

Alla resa dei conti cosa abbiamo?

Un bambino di 10 anni che per META’ della sua vita ha visto che una legge, una norma, una sentenza, quindi, una REGOLA può essere aggirata, ostacolata, contrastata.

Un bambino che  porterà con sè questa eredità: per applicare la Legge occorre la forza; per eluderla basta agire con furbizia, urlare, piangere e occupare i palinsesti televisivi.

Autorizziamo alla pubblicazione questa comunicazione o parte di questa, citandone la fonte

 

Resp. Relazioni col Parlamento: Massimo Rosselli del Turco

Resp. Comunicazione e Pubbliche Relazioni: Roberto Castelli

Presidente turnario Vittorio Vezzetti

Il coordinamento nazionale di associazioni che condividono i temi dei diritti fondamentali dell’infanzia e della genitorialità post separativa, nasce per l’espressa volontà di associazioni di genitori separati, attualmente troppo divise,  per affrontare i temi tipici della società negli ambiti di competenza con un approccio interassociativo rivolto alla coesione, proponendosi con uno sguardo d’insieme  all’interno del paese, ma anche aprendosi al dialogo al resto col resto dell’Europa e alle nazioni della sua community, con l’intento di produrre risultati condivisi e condivisibili, forieri di un auspicabile crescita sociale.

Testimoni e propositori allo stesso tempo di passi fondamentali rivolti nella direzione dell’evoluzione sociale del paese e dei suoi abitanti, sui temi che rappresentano il focus e la nostra mission: tutelare l’infanzia e ridare nuovo vigore e dignità alle relazioni primarie genitori-figli, ridefinendo e rileggendo tutti i valori in campo per offrire maggiore umanità e rispetto nei confronti delle famiglie che si separano con cura e rispetto di tutte le parti coinvolte.

Colibrì si propone di aprire un dialogo qualificato con le istituzioni e le realtà confederative europee, in considerazione del fatto che non ci si può più confrontare solamente con la propria classe politica viste le dimensioni estese del fenomeno separativo e le insufficienti risposte ed impegni dei singoli paesi europei.

A fronte di un problema decisamente comunitario, che in ambito nazionale non riceve risposte politicamente mature o  sensibili,  è doveroso aprirsi anche agli altri coordinamenti europei per proporre e condividere coi singoli paesi della Community  una “linea europeista” che possa divenire di riferimento per ciò che riguarda in maniera allargata “il tema della tutela del minore e della Bigenitorialità” e fare sì che il nostro continente divenga un luogo di condivisa sensibilità sui temi dell’ Infanzia lesa dal fenomeno separativo, uscendo dalla logica del pregiudizio, per entrare in quella della soluzione armoniosa ed evoluta,  per uscire da un enpasse storico-culturale dove alle domande della società, i rappresentanti dei governi possano rispondere condividendo le nostre esperienze e percezioni, direttamente.

In Colibrì, al 18 Ottobre 2012, si riconoscono le seguenti realtà associative e movimenti italiani

Associazione FigliperSempre Onlus Nazionale

Associazione per la Bigenitorialità  “Genitori Sottratti”

Associazione per le Nuove Famiglie

Associazione Genitori Separati Novi Ligure

Associazione Aiutiamo le Famiglie A.le.F.

Associazione NonneNonni penalizzati dalle separazioni Onlus A.NO.P.S.

Movimento Femminile Parità Genitoriale – M.F.P.G.

Associazione Genitori Separati dai Figli – AGS

Associazione Genitori Separati e Figli (GE.SE.FI. Onlus)

Associazione Papà Separati Liguria

Associazione Papà Separati Torino

Associazione Papà Separati e Figli Torino

Associazione Papà Separati Asti

Associazione Papà Separati dai Figli Onlus Roma

Si riconoscono le seguenti realtà associative e movimenti esteri

Movimento Papageno (CH)

Donna2 (CH)

I Comme Identitè I.C.I. (F)

Il Convegno di Trieste sulla banca dati per i pedofili

Pubblicizziamo molto volentieri questo evento

alicenelpaesedelgenoma.org

Dott.ssa Valentina Peloso Morana 

Il Convegno di Trieste sulla banca dati per i pedofili

Questo è il nostro Convegno.

Se fossimo alla “Sagra del salame toscano e dell’abbacchio laziale” potrebbero organizzare una corsa con i sacchi. Ma… mi sorge un dubbio: dove hanno preso i sacchi per fare la corsa? Di sicuro a quelli che li usano per lavoro.

Noi a differenza di questi signori, stiamo creando la corsa per acchiappare i pedofili. I nostri atleti sono professionisti contro il crimine, e di sicuro tra noi non ci saranno arbitri che affettano il salame (con tutto il rispetto per i salumieri). Per dirla con il nostro leader:  “Capisciammè”

Dott. Valentina Peloso Morana

ΦφΦ

Associazione

DonneContro – Movimento Femminile per la Parità Genitoriale

SEGUICI SU

www.bigenitorialita.eu

www.bigenitorialita.info

www.mfpg.it

www.donnecontro.it

Sito: www.donnecontro.info

Blog: bigenitorialitaedintorni.wordpress.com

Pagina Facebook: www.facebook.com/pages/movimento-femminile-per-la-parita-genitoriale

Gruppo Facebook: www.facebook.com/groups/donnecontro

 

Dal caso di Cittadella io ho imparato che… di Arianna Brambilla ©

Dal caso di Cittadella io ho imparato che: 

La legge può essere disattesa.

Le sentenze possono essere ignorate.

Possono intercorrere moltissimi anni tra una sentenza e la sua applicazione.

Se una persona ha perso dei diritti, cionondimeno può continuare ad operare come se li avesse.

Una persona può trascorrere META’ della sua vita in una situazione illegale e pregiudizievole

Per applicare la legge occorre usare forza sproporzionata all’età ed alla situazione del soggetto

La giurisprudenza opera dei distinguo in base al sesso dei convenuti a giudizio

Dott.ssa Arianna Brambilla

ΦφΦ

Associazione

DonneContro – Movimento Femminile per la Parità Genitoriale

SEGUICI SU

www.bigenitorialita.eu

www.bigenitorialita.info

www.mfpg.it

www.donnecontro.it

Sito: www.donnecontro.info

Blog: bigenitorialitaedintorni.wordpress.com

Pagina Facebook: www.facebook.com/pages/movimento-femminile-per-la-parita-genitoriale

Gruppo Facebook: www.facebook.com/groups/donnecontro

 

 

 

E venne fuori la fobia collettiva del padre

Dal Blog Femminismo a Sud

Venezia. Un padre va a prendere la figlia a scuola. Genitori separati, accordo e condiviso, lui si assume la responsabilità di prendere questa figlia. Lei lo vede e dice che vuole la mamma. La insegnante non si capisce bene cosa esattamente faccia, pare che ci sia una discussione tra padre e insegnante e lei chiama la polizia. Finisce che forse lui denuncia lei o non si sa. E’ tutto scritto su una notizia che vale la pena commentare, seppur brevemente, perché mi vengono in mente con chiarezza un paio di cose: (…..) (continua a leggere qui)

Ringraziamo Fikasicula per la lucidità con cui si esprime, nel rispetto della diversità di ognuno. Dote rara.

ΦφΦ

Associazione

DonneContro – Movimento Femminile per la Parità Genitoriale

SEGUICI SU

www.bigenitorialita.eu

www.bigenitorialita.info

www.mfpg.it

www.donnecontro.it

Sito: www.donnecontro.info

Blog: bigenitorialitaedintorni.wordpress.com

Pagina Facebook: www.facebook.com/pages/movimento-femminile-per-la-parita-genitoriale

Gruppo Facebook: www.facebook.com/groups/donnecontro

Lettera a mia Figlia

Dal blog  spaciaclone

Ho fatto una promessa a me stesso, decidendo di non imporre più a nessuno le mie scelte, perché spesso, le scelte, implicano condizionamenti imprescindibili per chi le subisce.
Il problema è, che ce ne accorgiamo solo dopo averle fatte.
A ragion veduta, ho lasciato che tu scegliessi, per il tuo bene. Senza limitarti, neanche per il  fatto che tu fossi ancora adolescente.
Ho fatto bene? Non lo so! Quello che so è, che anche questo, vuol dire amare. (…..) (continua a leggere qui)

Vogliamo ringraziare di cuore l’Autore di questa lettera per averci permesso di pubblicarla.

ΦφΦ

Associazione

DonneContro – Movimento Femminile per la Parità Genitoriale

SEGUICI SU

www.bigenitorialita.eu

www.bigenitorialita.info

www.mfpg.it

www.donnecontro.it

Sito: www.donnecontro.info

Blog: bigenitorialitaedintorni.wordpress.com

Pagina Facebook: www.facebook.com/pages/movimento-femminile-per-la-parita-genitoriale

Gruppo Facebook: www.facebook.com/groups/donnecontro

Chi paga alla fine sono i figli

La storia di Cittadella con il suo risalto mediatico ha avuto ovviamente un impatto sulla società italiana. Tra i tanti possibili effetti ne possiamo individuare almeno uno negativo ed uno positivo.

Quando si veicola con le parole un messaggio e con i fatti un messaggio opposto a lasciare il segno è il messaggio espresso con i fatti. Inutile dire che a uscire a pezzi è l’idea di paternità ed è questo l’aspetto negativo. Già in passato i molti racconti dalle separazioni hanno dato la netta sensazione che la paternità fosse un pericolo e non una esperienza positiva ma in questi giorni l’immagine di un padre che per vedere il figlio deve ricorrere alle forze dell’ordine a causa di una madre alienante che per anni ha potuto non tener conto delle Istituzioni è stato il colpo di grazia. Immagini che parlano alla parte inconsapevole del cervello si stanno insinuando nelle menti degli italiani. Abbiamo impiegato anni per ottenere padri molto presenti nella vita dei figli riuscendo ad ottenere risultati lusinghieri eppure quello che è successo rappresenta almeno due passi indietro e purtroppo solo tra alcuni anni potremo valutarne appieno le conseguenze.

L’effetto positivo è invece dato dalla presa di coscienza della popolazione che ad essere assenti non sono i padri ma sono le madri ad alienare i padri in fase di separazione. Molti devono scegliere se farsi da parte o ricorrere ad una scelta disperata quale quella del padre di Cittadella. Una scelta non facile e spesso neanche una scelta a causa di un sistema che in genere aiuta le madri alienanti piuttosto che aiutarle a capire il loro errore. Poter ricattare emotivamente i figli con il più classico dei: “per te ho sacrificato tutta la mia vita” è un problema prima di tutto per la società italiana che ha bisogno di una gioventù attiva e pronta ad accettare nuove sfide.

I tanti talk show hanno chiaramente spiegato che è più amorevole abbandonare un figlio piuttosto che chiedere al giudice di dargli un padre. Oggi è diventato chiaro a tutti che il sistema italiano chiede ai padri di abbandonare i figli e che questa è una scelta d’amore. Allora ringraziamo tutti quei padri che abbandonano i figli pur di non spingere le madri a mettere il filo spinato attorno al letto. L’amore è anche saper abbandonare e un padre che abbandona i figli in questo paese va riabilitato perché la sua è la più grande scelta d’amore.

 Chi paga alla fine sono i figli. Condannati a crescere senza padre. 

Testo redatto dal dott. Ettore Panella

ΦφΦ

Associazione

DonneContro – Movimento Femminile per la Parità Genitoriale

SEGUICI SU

www.bigenitorialita.eu

www.bigenitorialita.info

www.mfpg.it

www.donnecontro.it

Sito: www.donnecontro.info

Blog: bigenitorialitaedintorni.wordpress.com

Pagina Facebook: www.facebook.com/pages/movimento-femminile-per-la-parita-genitoriale

Gruppo Facebook: www.facebook.com/groups/donnecontro