Turkat e Gardner. Genitore – madre – malevola 2

Riportiamo  nel nostro blog una serie di articoli pubblicati qui a firma di una nostra carissima amica.

Da senzabarcode.it

Turkat e Gardner. Genitore – madre – malevola

di Sheyla Bobba

Qualora non si fosse in grado di “dimostrare” la Sindrome della Madre Malevola (o anche in aggiunta) si possono analizzare i sintomi da un differente punto di vista; la stessa visione la si può adottare (a mio pensiero anche più agilmente) sui sintomi identificati da Gardner.

Ad esempio: per il punto 2 definito da Turkat (La madre tenta semplicemente di impedire: le visite regolari dei figli al padre, le libere conversazioni telefoniche tra i figli e il padre la partecipazione del padre alla vita scolastica e alle attività extracurricolari dei figli) possiamo valutare una diagnosi di Narcisismo. È ormai appurato che uno squilibrio emotivo cronicizzato, può determinare durevoli alterazioni funzionali fino a lesioni organiche. Il modo più efficace per evitare queste ultime è agire direttamente sulla causa primaria, ossia l’emozione. L’emozione è accessibile, per sua naturale forma, esclusivamente all’intuizione e ai metodi psicologici. Dall’inappetenza, all’obesità, dalla sindrome da dolore addominale alle ulcere, dalla Sindrome Fibromialgica alla Depressione anaclitica, abbiamo una irritazione dovuta da un esubero di stress (distress), ossia un reazione aspecifica che fa aumentare la resistenza dell’organismo agli stimoli più
diversi, egualmente che sia d’origine traumatica, tossica, infettiva o emotiva.
Per ritornare nell’ambito primario di questa ricerca, valuto i disturbi psicosomatici nell’infanzia e nell’adolescenza:
1. dell’apparato oro-esofageo-gastro-intestinale (disturbi dell’appetito, anoressia, vomito, vomito del lattante, stitichezza cronica, ulcera peptica, colite ulcerative …)
2. E malattie dei tegumenti (dermatiti atopiche, eczemi , manifestazioni allergiche …)
3. Che colpiscono l’apparato respiratorio (asma bronchiale …)
4. Che interessano l’apparato cardio vascolare (tachicardia semplice, parossistica … )
5. Che interessano l’apparato articolare (artriti reumatoide, malattie reumatiche acute …
6. Che interessano l’apparato muscolare (inclusi disturbi posturali, dismorfismi …)
7. Che interessano l’apparato escretore (controllo della minzione, dell’evacuazione …)
8. Che interessano le ghiandole endocrine (obesità, diabete mellito …)
9. Caratterizzanti la sindrome di “inclinazione agli incidenti”
Questi primi punti hanno presto trovato aggiunte ed integrazioni, superfluo in questa sede dettagliarli tutti, l’indispensabile ora è essere a conoscenza dei grandi rischi cui stiamo conducendo non solo i bambini, quindi il nostro presente, ma il Paese tutto ed il nostro futuro.

Turkat e Gardner. Genitore – madre – malevola

Riportiamo  nel nostro blog una serie di articoli pubblicati qui a firma di una nostra carissima amica.

Da senzabarcode.it

Turkat e Gardner. Genitore – madre – malevola

di Sheyla Bobba

Le quattro definizione fornite da Turkat   sono la rielaborazione degli otto sintomi riconosciuti da Gardner.

É vero che esistono controversie sul riconoscimento della PAS, in quanto “Teoria di Gardner”, è altrettanto vero che le due Sindromi hanno la sostanziale differenza d’essere, la prima, a maggior danno e discapito del padre e la seconda si potrebbe definire una serie di comportamenti alienanti posti in essere dalla madre ai danni del marito, ma il dato di fatto sulla quale non è possibile porre opzioni è che, in entrambi i casi, a farne le spese sono i figli, comunque alienati e comunque programmati, anche se inconsciamente.

Da qui, con tale chiara descrizione, siamo moralmente obbligati in coscienza civile, a sostituire, nell’esigenza, la PAS con la Sindrome del Genitore Malevolo. In questa ricerca, indubbiamente, mi riferirò sempre alla Madre Malevola, essendo ormai nell’oltre novanta per cento dei casi il genitore alienante, ma questo principio vale sia per l’uno che per l’altro, indistintamente.

Sentenza del 3 settembre 2011, Giudice Unico Dottoressa Anna Mauro, Tribunale di Roma,

prima sezione civile nella causa n. 86094/2077

Nella mia Proposta B è chiaro come la figura del “Super-controllo” eviterebbe, oltre ai gravi danni ai bambini ed al genitore alienato, anche un notevole risparmio economico e di tempo. La preoccupazione è palesemente verso i figli programmati, la sindrome colpisce a livello individuale certamente ma di riflesso a tutta la società.

Un bambino vittima di alienazione sviluppa, come accennato e di seguito nel dettaglio, disturbi e psicopatologie che nel tempo prenderanno sbocchi quasi inimmaginabili. La mente ha controllo di tutto il corpo, anche il sistema immunitario ne viene compromesso sviluppando sindromi inorganiche ma anche malattie organiche. Oltre ad un popolo di malati, avremo una risposta economica catastrofica: spese mediche, assenteismo sul lavoro, apatia generale. Considerando che quasi 1 matrimonio su 3 finisce in divorzio, ad oggi a (aprile 2012) abbiamo una stima di quasi 5 milioni di padri separati con figli dai 3 ai 16 anni. Significa che tra meno di vent’anni quasi metà della popolazione adulta sarà malata e psicologicamente compromessa.

Abbiamo già valutato che la Sindrome della Madre Malevola non è necessariamente secondaria ad altro disturbo ma è riscontrabile tramite altri disturbi/sindromi, il tavolo di discussione si dovrebbe aprire diversamente a mio avviso.

In questi tempi si sta valutando se inserire o meno la PAD (Disturbo Alienazione Genitoriale) nel DSM V; Io propongo che si stilino invece delle linee guida universali per diagnosticare e verificare dove è presente un atto violento di manipolazione e programma. Questo nuovo piano di verifica impone tempi ristretti (indispensabili ad una diagnosi precoce, terapia mirata e recupero della vittima della programmazione e del genitore alienante), incalcolabile risparmio di tempo e denaro e specialmente la tutela dei diritti del fanciullo.

Sindrome del Genitore Malevolo

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Da senzabarcode.it

Sindrome del Genitore Malevolo

di Sheyla Bobba

Immaginiamo un contenitore dove all’interno inseriremo tutti i sintomi del bambino e gli atteggiamenti dell’alienante, ora diamo un nome a quel contenitore ossia: Sindrome del Genitore Malevolo
 (considerata già grave patologia da separazione)
Per mia impostazione mentale cerco di agevolare sempre tutti gli eventi, semplificando di rimando la soluzione. La domanda che ha scaturito questa ricerca fu “perché necessitiamo di una sigla come PAS, quando abbiamo già almeno una Sindrome che ben evidenzia l’esistenza di un adulto programmatore e manipolatore della mente di un bambino?”
Ira Daniel Turkat apre la sua descrizione di Madre Malevola così “Un divorziato ottiene l’affido dei figli e l’ex-moglie gli brucia la casa. Una donna che era in guerra col marito per l’affido, compra ai figli un gatto pur essendo a conoscenza che il marito è allergico a questi animali. Una madre obbliga i figli a dormire in macchina per “dimostrare” che il loro padre li ha portati alla bancarotta. Queste azioni illustrano uno schema di comportamento anomalo che si è manifestato sempre più frequentemente con l’aumento del numero dei divorzi di genitori con figli” (Sono certa che Turkat non aveva la più pallida idea di quello che nel 2012 le divorziate/separati madri malevole sono in grado di fare) … citando ancora Turkat:
… La definizione proposta abbraccia quattro principali modelli di comportamento, come segue:
1.Una madre che senza giustificazione punisce il marito da cui sta divorziando o ha divorziato:
a.tentando di alienare i figli dal padre
b.coinvolgendo altri in azioni malevole contro il padre
c.intraprendendo un contenzioso eccessivo
2.La madre tenta semplicemente di impedire:
a.le visite regolari dei figli al padre
b.le libere conversazioni telefoniche tra i figli e il padre
c.la partecipazione del padre alla vita scolastica e alle attività extracurricolari dei figli
3.Lo schema è pervasivo e comprende azioni malevole come:
a.mentire ai figli
b.mentire ad altri
c.violazioni della legge
4.Il disturbo non è specificamente dovuto ad un altro disturbo mentale, pur potendo coesistere con un altro
disturbo mentale distinto.